Città e Urbanistica

Anie: «Grazie all'hi-tech edifici più efficienti del 60%»
Dati Enea 2011, con il bonus 55% risparmiati 2mila GW

Alessia Tripodi

In due rapporti targati Federcostruzioni-Confindustria ed Enea i numeri dei benefici derivanti dagli interventi di riqualificazione energetica nelle abitazioni

Una corsa all'innovazione tecnologica che vale quasi 20 miliardi di euro l'anno e che punta a migliorare del 40-60% l'efficienza energetica degli edifici. E' un quadro tutt'altro che statico quello descritto da Federcostruzioni e Confindustria Anie nel recente rapporto sullo stato dell'innovazione nelle costruzioni in Italia, secondo il quale gli investimenti annuali in tecnologie, impianti e soluzioni innovative rappresentano circa il 5% del fatturato complessivo del sistema, per un valore fra i 18 e i 20 miliardi di euro. E il contributo offerto dalle industrie Anie allo sviluppo del comparto edilizio rappresenta quasi il 10% dell'intera filiera, per un valore di produzione che, a fine 2010, ha superato i 33 miliardi di euro.
La conferma dell'efficacia degli interventi sugli edifici arriva dal rapporto Enea sulle riqualificazioni realizzate grazie agli sgravi fiscali del 55%: i dati parlano di un risparmio di oltre 2mila GWh nel 2010.

Il rapporto Anie-Federcostruzioni. «Bisogna smitizzare il fatto che il settore delle costruzioni sia fermo - dice Paolo Perino, consigliere delegato Anie - e sottolineare, invece, quanto il comparto in questi anni abbia messo in campo grossi investimenti, soprattutto nel campo della sicurezza e della sostenibilità energetica degli edifici». Proprio l'ammodernamento del patrimonio immobiliare italiano, particolarmente «vecchio e altamente inefficiente», rappresenta secondo Perino «uno dei fronti principali sui quali intervenire, visto che il 40% del consumo energetico a livello nazionale va nelle abitazioni». Un quadro di edilizia decisamente «energivora» che offre spazi di miglioramento molto ampi: come spiega l'Anie, la gran parte degli edifici esistenti nel nostro Paese appartiene infatti alle classi energetiche F e G, il che si traduce «in consumi - spiega il consigliere - da 3 a 5 volte superiori di quelli che si potrebbero avere con le soluzioni tecnologiche messe a punto dalle nostre industrie». Soluzioni che puntano al potenziamento della coibentazione degli edifici, a sistemi di riscaldamento e affrescamento più efficienti (basati, per esempio, su una gestione diversificata delle temperature negli ambienti a seconda dell'uso) e su impianti di illuminazione intelligenti che riducono i consumi. «L'introduzione nel 2007 delle agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di risparmio energetico ha avviato un processo di riqualificazione del patrimonio esistente, ma siamo ancora distanti dagli obiettivi fissati dai Paee, i Piani d'azione per l'efficienza energetica» dice Perino, spiegando che «con le misure proposte nello studio di Confindustria si otterrebbero entro il 2016 risparmi pari a 7 Mtep (mln di tonnellate equivalenti di petrolio), ossia 41 mln di tonnellate di Co2».

I dati Enea. Grazie alle detrazioni fiscali del 55% nel 2010 sono stati risparmiati 2milaGWh di energia primaria. Lo rivela l'Enea nel rapporto sugli sgravi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente al 2010, presentato il 28 marzo al ministero dello Sviluppo economico e ora disponibile nella sua versione integrale sul sito web www.efficienzaenergetica.enea.it .
Secondo i dati, grazie al risparmio energetico derivante dagli interventi di riqualificazione che hanno beneficiato degli incentivi previsti dalla legge 296/2006 c'è stato anche un conseguente valore di CO2 non emessa in atmosfera pari a circa 430 kt/anno.
Dal confronto fra i principali indicatori nel periodo 2007-2010 «emerge – sottolinea l'Enea – una netta crescita del numero complessivo di interventi di riqualificazione energetica» a conferma di quanto tale sistema «sia ormai molto conosciuto e utilizzato dai cittadini».
In particolare, il valore degli investimenti ha superato i 4,6 miliardi e il totale degli importi portati in detrazione ha raggiunto i 2,5 miliardi, con 11.350 euro di costo medio per intervento e 5 MWh/anno di risparmio medio per singolo intervento. «Disomogenei» i risultati a livello territoriale, ma fra le regioni svetta la Lombardia, prima per investimenti e risparmio energetico.


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