Gestionale

«Le rinnovabili hanno tagliato le bollette di 400 milioni»
Fotovoltaico, in Italia al 2011 impianti per 12,8 Gw

Alessia Tripodi

Domani Althesys presenta l'Irex report con i dati sui risparmi derivanti dalle eco energie - I Verdi manifestano a Montecitorio: «Nel settore gli addetti potrebbero diventare 265mila entro il 2020, ma ora questi posti sono in pericolo»

Bollette più leggere di 400 milioni di euro e benefici per il Paese fino a 38 miliardi da qui al 2030. Questi alcuni dei dati contenuti nell'Irex annual report 2012 sul settore delle energie rinnovabili che Althesys presenterà domani a Milano. Mentre un dossier diffuso oggi dai Verdi nel corso della manifestazione a Montecitorio contro i tagli agli incentivi rivela che, nonostante il boom del fotovoltaico (+73% rispetto al 2010), gli interventi normativi rischiano di mettere in pericolo l'occupazione nel settore, stimata in 265mila addetti entro il 2020.
Nonostante le rassicurazioni del ministri dell'Ambiente Corrado Clini, che dopo aver smentito nei giorni scorsi le voci di «sorprese» per il fotovoltaico (vedi articolo ), è tornato oggi a ribadire la volontà del Governo di «aiutare la crescita delle rinnovabili», non si placano le polemiche sulla possibile revisione del piano incentivi nel Quinto Conto Energia che il ministero dell'Ambiente sarebbe pronto a varare. E mentre le imprese aderenti a Gifi-Anie fanno notare che «gli incentivi sono un investimento, non un costo, perchè il fotovoltaico con soli 7 miliardi di euro all'anno può soddisfare almeno il 10% della domanda elettrica nazionale», i senatori Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta hanno presentato oggi un Ddl per «fare chiarezza sui costi dell'energia» e «riformare la struttura delle bollette, ripulendole dagli oneri impropri».

Il rapporto Irex 2012
. Tagli alle bollette delle famiglie per 440 milioni e benefici per il bilancio pubblico da 22 a 38 miliardi di euro da qui al 2030. Sono alcuni dei vantaggi derivanti dalle energie rinnovabili secondo l'Irex Annual report 2012 che sarà presentato domani a Milano da Althesys. Secondo i dati anticipati oggi da Alessandro Marangoni, capo del team di ricerca che ha messo a punto il rapporto, il settore delle rinnovabili nel 2011 ha continuato a crescere grazie a 223 operazioni tra settore eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermico ed energia dai rifiuti per un valore di 7,8 miliardi di investimenti. «Dall'analisi delle operazioni del 2011 - ha detto Marangoni - emerge un settore in crescita. In particolare la crescita interna, per la maggior parte nel fotovoltaico, rimane stabile. Nella finanza straordinaria invece continua l'aumento
delle acquisizioni per 1,6 miliardi di euro, contro gli 1,3 del 2010».
Le voci positive che spiccano nel bilancio delle rinnovabili sono l'indotto e l'occupazione, oltre ad effetti sul mercato elettrico «i cui prezzi nelle ore di picco vengono calmierati - continua Marangoni - Si stima che nel 2011 l'effetto di peak shaving (cioè il risparmio) attribuibile al fotovolcaico sia stato di 400 milioni di euro». «Le fonti rinnovabili d'energia sono uno strumento fondamentale per disaccoppiare la crescita economica dalle emissioni di anidride carbonica - ha dichiarato il ministro Clini commentando i dati Irex - e l'obiettivo delle nostre politiche é aiutare a crescere queste tecnologie, questo tipo di innovazione e questi investimenti».

Il dossier dei Verdi
. «Il settore del fotovoltaico italiano è in grande espansione. Al 2011 sono stati installati pannelli per una potenza complessiva pari a 12,8 Gw (Gigawatt), primato internazionale in questo campo». Sono i dati che emergono dal dossier «Salvare le rinnovabili per salvare l'occupazione» presentato oggi dai Verdi, secondo il quale nel fotovoltaico «è stato stimato uno sviluppo del 73%, circa 9,3 Gw, rispetto al 2010» ma «si è già registrata una notevole riduzione» nella realizzazione degli impianti. Per esempio, «con il decreto Liberalizzazioni - aggiunge il dossier - sono stati bloccati di fatto progetti già avviati per una potenza complessiva di 700 Megawatt (Mw) ed un valore di investimenti stimato attorno a 1,5 miliardi di euro» per impianti a terra nelle aree agricole (con l'approvazione del decreto è stata concessa una proroga di due mesi). Inoltre, «l'attuale potenza fotovoltaica installata - si legge ancora nel testo - corrisponde ad una spesa annua, in incentivi, di 6 miliardi di euro che è anche la soglia prevista», oltre la quale si deve «ridiscutere» la materia.
Uno dei nodi del settore è, secondo i Verdi, quello dell'occupazione. «Il settore - spiega il dossier - nel 2011 ha impiegato oltre 63mila addetti (130mila tutte le rinnovabili) che potrebbero diventare 150mila (265mila tutte le rinnovabili) nel 2020 se si mettesse mano agli incentivi con gradualità» fino a raggiungere autonomia. «Oggi - sottolinea il testo - questi posti di lavoro sono in pericolo».

Le imprese
. «Ha ragione il ministro Clini, non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorarne i vantaggi» ha dichiarato il presidente di Gifi-Anie, Valerio Natalizia, spiegando che «nel solo 2011 il settore fotovoltaico ha generato 40 miliardi di euro di investimenti, per lo più privati, mentre il gettito IVA ha raggiunto i 4 miliardi e negli ultimi 5 anni il fotovoltaico ha creato 100 mila posti di lavoro dei quali 20 mila addetti diretti e con età media inferiore ai 35 anni». Natalizia si dice d'accordo con il ministro anche sulla necessità di «ripulire le bollette da oneri impropri, visto che le famiglie italiane continuano a pagare per il nucleare e per le fonti assimilate, che hanno poco di rinnovabile». Proprio l'obiettivo a cui punta il Ddl presentato dai senatori Pd: «
"Oggi - dicono Ferrante e della Seta - le famiglie e le imprese pagano circa 4 miliardi per la messa in sicurezza dei siti nucleari, come sussidi alle acciaierie, per regimi tariffari speciali alle Ferrovie. Questi costi vanno tolti dalle bollette e sostenuti con la fiscalità generale perché non hanno nulla a che fare con il finanziamento di un sistema energetico moderno ed efficiente».


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