Gestionale

Moduli pronti, ecco i passi da fare per recuperare il credito

M.Fr.

Passo per passo la procedura per l'impresa che vuole cedere il suo credito pro soluto in base alla convenzione Abi-Cdp

I moduli sono pronti. E sono state definite le procedure che regolano il rapporto tra banche e Cassa depositi e prestiti per l'utilizzo della nuova provvista per sostenere investimenti (otto miliardi) e acquisto di crediti pro soluto delle Pmi (due miliardi). Il 22 marzo viene reso noto anche il tasso sull'Euribor che sarà applicato ai fondi concessi da Cdp, fondamentale per deliberare formalmente l'adesione delle banche alla Convenzione. C'è poi un "margine" che Cdp si impegna a definire entro 120 giorni dall'erogazione. Con il certificato dell'amministrazione debitrice, le imprese possono già bussare alla porta delle banche aderenti alla convenzione e avviare il confronto per la cessione del credito. C'è comunque da ricordare l'assenza di un apposito decreto attuativo sulla certificazione del credito della Pa.
Il plafond Cdp dedicato al credito è «a sportello», cioè non è soggetto a una precedente definizione di quote di mercato, ed è dunque pronto per essere assegnato. È prevista una corsia preferenziale per l'accreditamento delle banche che in passato hanno aderito a una o più convenzioni Abi-Cdp.
Lo sportello di ciascuna banca sarà il vero banco di prova, anche perché Cdp non entra nel merito di procedure e tempi. L'istruttoria è affidata a ciascuna banca. Al di là dei criteri di esclusione desumibili dalla convenzione – crediti nei confronti di Regioni e Comuni pagabili entro 12 mesi dalla data di rilascio del certificato del credito – la banca approfondirà la situazione contabile degli enti locali debitori. Una valutazione che vede avvantaggiate le banche che già conoscono gli enti locali e in particolare i loro bilanci.
Ecco le principali tappe della procedura per le imprese.
La maturazione del credito
Quando i mandati di pagamento relativi a ciascun Sal non vengono liquidati dalla ragioneria dell'Ente, le imprese possono chiedere la certificazione del credito maturato, anche attraverso il Rup del procedimento di gara. L'articolo 29 del Capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici fissa in 45 giorni il termine massimo per l'emissione del certificato di pagamento a maturazione del Sal. Lo stesso articolo fissa in 30 giorni il termine massimo per il pagamento, da parte della PA. Il pagamento deve quindi avvenire entro 75 giorni dopo la redazione del Sal.
La richiesta di cessione del credito
Con il certificato di pagamento le imprese possono avviare la procedura di richiesta di cessione del credito, a valere sulla provvista di due miliardi messa a disposizione da Cdp, scegliendo tra le banche che hanno aderito alla convenzione, la cui lista che viene comunicata e aggiornata dalla Cassa depositi e prestiti. Per avviare la procedura si utilizza il modulo «Richiesta Pmi di acquisto crediti Pa a banche su provvista Cassa depositi e prestiti», con le informazioni base sull'impresa richiedente, l'entità e i riferimenti della Pubblica amministrazione creditrice. Importante: Sono ammessi solo i crediti il cui pagamento avverrà entro massimo 12 mesi dal rilascio del certificato da parte della Pa. Sono esclusi i crediti relativi ad appalti, forniture e servizi nella sanità. Sono ammessi solo i crediti di Regioni non impegnate in piani di rientro dal deficit della Sanità e amministrazioni Comunali non in situazioni di dissento.
La contrattazione con la Banca
L'impresa concorda la banca la cessione del credito, decidendo se includere o meno nell'ammontare anche gli interessi di mora. Resta inteso che le imprese sono tenute a sottostare ai tempi e alle singole procedure interne della filiale, banca o gruppo bancario che acquista il credito. Termini e condizioni sulla cessione del credito vengono lasciati alla libera pattuizione tra le parti in «assoluta autonomia», specifica la Convenzione (al punto 7.1). Anche i procedimenti di istruttoria e di delibera interni «non verranno in alcun modo influenzati o monitorati da Cdp che lascia tali processi alla esclusiva competenza e responsabilità dei relativi contraenti». Acquistando il credito la banca si assume interamente il relativo rischio.
La richiesta del finanziamento
Successivamente all'adesione, la banca o il gruppo bancario comunicano a Cdp la richiesta di finanziamento a valere sulla provvista della quarta convenzione. Secondo le richieste vengono determinate la «quote di mercato» (verificata dall'Abi) e la disponibilità concessa a ciascun istituto di credito. Viene quindi stipulato un contratto di finanziamento banca-Cassa depositi e prestiti. Viene stabilita una riserva di 300 milioni (pari al 15% della provvista di due miliardi) riservata alle banche del Credito cooperativo. La riserva termina alla fine di quest'anno. Viene poi stabilito un limite per ciascun istituto di credito pari a 100mila euro al mese per l'acquisto di crediti (e di 250mila euro al mese per il finanziamento delle Pmi).
Istruttoria trasparente
Oltre a dare la massima pubblicità ai prodotti che si avvalgono della provvista Cdp, la banca deve «garantire l'accesso ai propri processi di istruttoria a tutte le Pmi su tutto il territorio nazionale senza alcuna discriminazione». Potrà essere incluso nella procedura anche un atto notarile, sottoscritto tra banca e impresa, contenente i termini economici e finanziari della cessione del credito. Si tratta di un passaggio che viene spesso richiesto dalle banche per l'acquisto di crediti pro soluto e che rafforza la posizione dell'istituto di credito nei confronti dell'ente debitore.
La liquidazione
All'impresa viene liquidato il debito, nei termini e a alle condizioni concordate con l'istituto di credito. I finanziamenti erogati a valere sul palfond della quarta convenzione destinata all'acquisto dei crediti della Pa non godranno dell'esenzioni dalle imposte indirette (previste dal Dl 269/2003, articolo 5, comma 24)


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