Gestionale

Direttiva Ue, interessi più pesanti per l'amministrazione che non paga

M. Fr

Incremento sostanzioso degli interessi di mora per l'amministrazione che non paga servizi lavori e forniture. Lo prevede la nuova direttiva europea in fase di recepimento in Italia

Interessi di mora riconosciuti già dal 31° giorno sia nel caso dell'emissione del certificato di pagamento sia nel caso di ritardato pagamento; interessi di mora e indennizzo per compensare i costi amministrativi relativi al ritardato pagamento riconosciuti automaticamente, senza che sia necessario una richiesta. Sono queste le due principali novità che verranno introdotte nella normativa italiana con il prossimo recepimento - prevista entro l'autunno di quest'anno - della direttiva Ue sui ritardati pagamenti approvata il 28 aprile 2010.
La situazione delle imprese fornitrici migliorerà rispetto alla situazione attuale, con penalità che moltiplicano il debito anche di cinque volte rispetto ai valori calcolati in base alle norme vigenti. La differenza, in positivo, emerge da alcune simulazioni elaborate dal centro studi dell'Associazione nazionale dei costruttori edili.
Nel primo caso è stato considerato un ritardato pagamento di un Sal da 100mila euro redatto il 15 novembre 2009, per il quale il certificato di pagamento è stato emesso il 14 gennaio 2010, e pagato il 1° maggio 2010. In questo caso il ritardo nel pagamento ammonta a 3 mesi. Con l'attuale normativa, l'indennizzo totale da corrispondere all'impresa di costruzione ammonta a circa 500 euro. Applicando invece i termini della nuova direttiva europea, l'impresa si verrebbe riconoscere un indennizzo di circa 2.530 euro da parte della pubblica amministrazione.
Nel secondo caso è stato preso come riferimento un ritardato pagamento di un Sal da 500mila euro redatto il 15 novembre 2009, per il quale il certificato di pagamento è stato emesso il 14 febbraio 2010, e pagato il 1° agosto 2010. In questo caso il ritardo nel pagamento ammonta a 6 mesi. Con l'attuale normativa, spiega l'Ance, l'indennizzo totale da corrispondere all'impresa di costruzione ammonta a circa 8.500 euro. Applicando invece quanto previsto dalla nuova direttiva europea, l'impresa si verrebbe riconoscere un indennizzo di circa 25mila euro da parte della pubblica amministrazione.
Non solo. Con la normativa vigente, per i ritardati pagamenti, l'impresa di costruzione sostiene costi molto superiori al'importo dell'indennizzo riconosciuto. Con la nuova direttiva europea, l'importo dell'indennizzo riconosciuto all'impresa è significativamente superiore a quello dell'indennizzo previsto oggi in Italia ma resta comunque inferiore al costo sostenuto per lo scoperto di conto corrente in banca durante il periodo corrispondente al ritardo.


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