Città e Urbanistica

Ristrutturazioni, guida agli adempimenti del 36%

Stefano Setti

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito quali documenti sono indispensabili


L'agenzia delle Entrate, ha individuato la documentazione necessaria per usufruire della detrazione Irpef del 36% per i lavori di ristrutturazione edilizia (provvedimento2011/149646 del 2 novembre 2011) detrazione che il dl 201/2011 ha ormai reso strutturale.
La determinazione fa il punto della situazione, in conseguenza delle modifiche introdotte dal decreto legge 70/2011 (conversione in legge 106/2011) che ha soppresso due dempimenti precedentemente richiesti per avvalersi della detrazione:
-'inoltro al Centro operativo di Pescara della comunicazione di inizio lavori, allegando i dati catastali e gli altri documenti;
- l'indicazione del costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall'impresa che ha eseguito i lavori.
[Il provvedimento dell'agenzia delle Entrate integra il regolamento recante le norme di attuazione e le procedure di controllo in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia emanato con decreto interministeriale 18 febbraio 1998, n. 41.
In base al testo previgente, la comunicazione di inizio lavori, redatta su un apposito modello, doveva essere inviata per raccomandata al centro operativo di Pescara allegando vari documenti, tra cui i dati catastali o, in loro mancanza, la copia della domanda di accatastamento.
Con l'entrata in vigore del decreto sviluppo, i dati catastali che identificano l'immobile oggetto degli interventi devono essere invece riportati direttamente nella dichiarazione dei redditi, mentre se i lavori sono effettuati dal detentore, devono essere riportati gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo, oltre agli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
Restano invariati i requisiti soggettivi e oggettivi per fruire della detrazione come a suo tempo individuati nel Dm 41/1998 e pertanto possono beneficiare dell'agevolazione:
- i proprietari degli immobili, ma anche tutti coloro che sono titolari di diritti reali sugli immobili medesimi purché abbiano sostenuto le spese relative agli interventi di recupero (nudo proprietario; titolare di un diritto reale di godimento; conduttore; comodatario; i soci di cooperative o delle società semplici; gli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce). Tra i beneficiari vengono riconosciuti anche i familiari conviventi (ex articolo 5, Tuir) del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento, purché sostengano le spese e le fatture e i bonifici siano a loro intestati;
- le spese sostenute fino al 31 dicembre 2012 riferite a interventi di recupero di case di abitazione o delle parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato, fino al limite massimo di 48.000 euro da suddividere in dieci anni. Tra le spese per le quali compete la detrazione, oltre a quelle per l'esecuzione dei lavori, sono comprese quelle per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse o comunque richieste dal tipo di intervento; per la messa a norma degli impianti (elettrici e a metano); per l'acquisto dei materiali; per il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti nonché per l'effettuazione di perizie e sopralluoghi; nonché l'imposta sul valore aggiunto, l'imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori; gli oneri di urbanizzazione; gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché per gli adempimenti stabiliti dal Dm 41/1998.
Le nuove regole non toccano le fattispecie precedentemente individuate dall'articolo 4 del Dm 41/1998 in cui la detrazione non viene riconosciuta. Tali circostanze si verificano in pratica quando vi è violazione degli adempimenti richiesti (cioè omessa indicazione dei dati catastali nella dichiarazione o esibizione dei documenti giustificativi), o quando i pagamenti non siano eseguiti a mezzo bonifico (dal quale deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato).
Ulteriori fattispecie di esclusione sono considerate anche l'esecuzione di opere edilizie difformi dal titolo edilizio o dagli strumenti urbanistici (e non più dalla comunicazione preventiva al Centro operativo, essendo venuto meno tale obbligo), oltre alla violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri, nonché delle obbligazioni contributive accertate dagli organi competenti e comunicate all'agenzia delle Entrate.
Le opere edili per le quali spettano le agevolazioni fiscali di cui trattasi sono quelle rientranti negli interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e, ovviamente i lavori di ristrutturazione edilizia, come definiti nell'articolo 3 del Dpr 6 giugno 2001, n. 380.
Per quanto attiene agli interventi di manutenzione ordinaria, va precisato che le spese sostenute sono ammesse alla detrazione solo se riguardano le parti comuni di edifici residenziali di cui all'articolo 1117, nn. 1, 2 e 3 del Cc, e cioè il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili, tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, i locali per la portineria e per l'alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne o le fognature (come già chiarito nella risoluzione 7/E del 12 febbraio 2010 dell'agenzia delle Entrate).
In merito agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio, sempre l'agenzia delle Entrate ha chiarito che, in caso di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, la detrazione spetta solo per la fedele ricostruzione (cioè nel rispetto di volumetria e sagoma dell'edificio preesistente), mentre in caso di ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l'intervento si considera, nel suo complesso, una «nuova costruzione». Diversamente, se la ristrutturazione avviene senza demolire l'edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente; criteri che trovano applicazione anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del cosiddetto Piano casa (cfr risoluzione dell'agenzia delle Entrate n. 4/E del 4 gennaio 2011).
I casi particolari
Come precisato dall'agenzia delle Entrate sono comunque ammessi al beneficio della detrazione – indipendentemente dalla corrispondenza alle categorie di cui all'articolo 3, Dpr 380/2001 – tutti gli interventi finalizzati alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali; all'eliminazione delle barriere architettoniche (sia sulle parti comuni degli immobili che nei singoli appartamenti); al conseguimento di risparmi energetici; alla cablatura degli edifici; al contenimento dell'inquinamento acustico; all'adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici; all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (quali ad esempio il rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici; apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione; porte blindate eccetera) ovvero esecuzione di opere interne (tra cui rientrano anche l'installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti; il montaggio di vetri anti-infortunio; l'installazione del corrimano; interventi di bonifica dell'amianto limitatamente alle unità immobiliari residenziali).
In tal modo si è voluto ricomprendere nell'agevolazione non solo le opere per l'adeguamento degli impianti alla normativa vigente in materia di sicurezza ma anche tutte quelle opere volte all'installazione di dispositivi non prescritti dalla predetta normativa, ma tuttavia finalizzati a incrementare la sicurezza domestica in senso lato.


© RIPRODUZIONE RISERVATA