Città e Urbanistica

Il nuovo piano casa del Lazio si allarga anche ai condomini

Giuseppe Latour

Pronta una circolare per chiarire i dubbi sull'applicazione della legge varata dalla Giunta Polverini. Tra le novità anche il via libera agli ampliamenti di abitazioni in condominio dotate di ingresso autonomo. Quanto ai centri storici la circolare precisa, che risultano esclusi dall'applicazione della legge solo gli insediamenti urbani storici, come individuati dal Ptpr.

Chiarimenti sulla nozione di centro storico, un'interpretazione «estensiva» del concetto di autonomia funzionale, parecchi interventi di dettaglio e la correzione di un refuso sull'entrata in vigore della legge. La Regione Lazio cerca di rispondere ai moltissimi dubbi interpretativi sul piano casa che, in questi primi mesi di applicazione, hanno attanagliato operatori e tecnici. E lo fa con una circolare approvata in Giunta, quindi con valore rinforzato, nella quale si riescono anche a innovare le previsioni originarie del testo, che «Edilizia e Territorio» è in grado di anticipare.

Nella sezione dedicata all'autonomia funzionale, infatti, la circolare contiene un paio di righe destinate a fare la felicità di parecchi cittadini. «L'edificio plurifamiliare sarà ampliabile fino al 20% della preesistenza con il limite massimo di 70 metri quadri per ciascuna unità immobiliare dell'edificio dotata di specifica autonomia funzionale». Significa che in un condominio ciascun appartamento con ingresso autonomo potrà essere considerato un'unità immobiliare a sé. E, come tale, non dovrà essere limitato dai tetti di cubatura previsti dalla legge (70 metri quadri per tutto l'edificio), ma potrà consumare tutto il bonus in autonomia.

Un'interpretazione che fa il paio con alcuni interventi allo studio degli uffici tecnici della Regione, come spiega l'assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti: «Stiamo pensando di rendere applicabile la legge anche ai condomini, visto che in alcune aree del Lazio il piano casa, allo stato attuale, non potrà essere usato. L'idea è consentire un ampliamento minore rispetto ai 70 metri che ciascuna unità immobiliare potrà usare, pur nei limiti della sagoma dell'edificio». Un'idea che va nella direzione di un allargamento dei limiti del piano. Così come altre interpretazioni presenti nella circolare. È il caso del passaggio riferito ai centri storici. La circolare precisa, infatti, che risultano esclusi dall'applicazione della legge solo gli insediamenti urbani storici, come individuati dal Ptpr. Non subiscono alcun tipo di limitazione, invece, le cosiddette fasce di rispetto, individuate da una campitura rossa.

Ci sono, poi, diverse precisazioni relative a casi specifici (si vedano anche i quesiti in basso, tra virgolette il testo della circolare). Ad esempio, nella parte in cui si precisa la definizione di casale realizzato «in epoca anteriore al 1930». Oppure, dove si definisce meglio cosa intende la legge quando dà ai Comuni la possibilità di limitare l'applicazione del piano casa: una facoltà che non si traduce in discrezionalità assoluta ma va puntualmente motivata nelle deliberazioni dell'amministrazione. Infine, si rimedia a un refuso. All'inizio della norma alcuni passaggi relativi all'entrata in vigore sembravano far riferimento alla prima versione del piano. Un'incertezza che la circolare corregge.


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