Città e Urbanistica

Clini: «Il 55% sia reso strutturale»

Flavia Landolfi

A metà febbraio la circolare Kyoto che sbloccherà il Fondo rotativo con 600 milioni di euro

Il bonus del 55% deve diventare strutturale». Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, non usa mezzi termini e dice la sua a «Edilizia e Territorio» su un'eventuale ulteriore proroga degli incentivi per il risparmio energetico degli edifici. Per il Ministro quindi la «ricetta» non è quella di chiudere i rubinetti con la fine dell'anno, come stabilito nella manovra. Ma al contrario di tenere separati il 55% dal 36%, rendendo gli incentivi per le energie rinnovabili una misura permanente e a sé.
Ministro Clini, nel 2012 il bonus del 55% terminerà, anche se gli operatori chiedono un ripensamento da parte del Governo. Pensa che sia possibile immaginare una proroga, magari come si era ipotizzato, selezionando gli interventi incentivabili?
Il bonus per l'efficienza energetica degli immobili va reso un intervento strutturale, cioè permanente perché rappresenta un driver di sviluppo sia economico che ambientale. La detraibilità fiscale degli eco-interventi non va vista come un "costo" ma guardata nell'ambito del ciclo economico complessivo dove a fronte di una iniziale minore entrata per il Fisco c'è un vantaggio finale derivante dalle maggiori entrate in termini di imposta sul valore aggiunto, in termini di Irpef per l'ampliamento del volume di affari delle imprese del settore, per l'emersione del "nero" che scaturisce dalla deducibilità degli interventi.
È stato calcolato che il saldo positivo per le casse dello Stato sia pari a circa tre volte l'entità del costo della detrazione fiscale. E a ciò vanno aggiunti anche i vantaggi in termini di occupazione e l'incremento di professionalità specifiche in un campo che ha grandi prospettive di sviluppo.
Come sarà strutturato il nuovo 36% fissato nella manovra di fine anno per quanto attiene all'assorbimento del bonus del 55%? In che senso e come saranno incentivate le fonti da energia rinnovabile? E' compreso anche il fotovoltaico?
Per noi il 55% deve restare. In questo ambito le rinnovabili, dovrebbero essere incentivate ove inquadrate in un progetto di efficientamento energetico. Ad esempio se metto i pannelli solari sul tetto quest'opera sarà incentivabile con il 55% se si inquadra in un programma di interventi complessivi (ad esempio la dotazione di eco-infissi, di un impianto elettrico a basso consumo e via dicendo) sull'immobile finalizzati all'efficienza energetica.
Cosa pensa del caos regionale sulla certificazione energetica degli edifici e la diversa normativa che regola il territorio italiano? Ci saranno interventi del Governo per uniformare la materia imponendo un obbligo ovunque?
L'esigenza di uniformità è evidente e l'occasione per introdurre indicazioni valide su tutto il territorio nazionale sarà data presto dal recepimento delle normative Ue sulla certificazione energetica. In questo ambito sarà possibile mettere ordine nella materia e restituendo omogeneità al sistema normativo regionale in questo campo.
A che punto è l'Italia nell'adozione della direttiva sugli edifici quasi zero?
Ci stiamo lavorando assieme al ministero dello Sviluppo economico. Gli edifici a zero o quasi zero peso energetico sono la frontiera dell'urbanistica moderna, l'Italia deve inserirsi da protagonista in questo filone che significa non solo risparmio energetico ma anche nuove tecnologie, innovazione, sviluppo nel segno della sostenibilità.
L'Italia attende da tempo una circolare attuativa per sbloccare i 600 milioni del Fondo rotativo per Kyoto. Quando sarà emanata e cosa prevede?
Il fondo sarà attivato entro la metà di febbraio. Rappresenterà uno stimolo forte per tutta la filiera della sostenibilità mobilitando investimenti ben superiori ai 600 milioni del fondo rotativo per progetti in materia di fonti rinnovabili, micro-cogenerazione, efficienza energetica. I progetti saranno finanziati a un tasso bassissimo, lo 0,5%, e saranno rimborsabili in cinque anni. I fondi rientrati saranno rimessi in circolo (da qui la denominazione di fondo rotativo) per finanziare nuovi progetti.
Ci sono altre azioni in cantiere per la promozione delle rinnovabili?
Stiamo elaborando, d'intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, i decreti attuativi previsti dal recepimento della normativa europea. L'obiettivo è quello di promuovere uno sviluppo equilibrato del settore, attenuando i possibili motivi di problematico impatto ambientale e promuovendo la ricerca tecnologica in un comparto che ha enormi margini di sviluppo, specie nel solare, in termini di rendimento energetico.
Qual è la sua posizione sulle terre e rocce da scavo contaminate, oggetto, ultimamente, di alcuni tentativi di semplificarne le procedure di gestione?
Stiamo procedendo con urgenza a un aggiornamento della normativa che consenta di gestire in modo razionale ed efficace, dal punto di vista ambientale ed economico, le attività di scavo e movimentazione connesse alla realizzazione di interventi spesso strategici per lo sviluppo dell'Italia.


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