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Alloggi inagibili, molti Comuni rischiano di perdere le risorse

Massimo Frontera

L'allarme di Federcasa: tempi non immediati e grosse incognite per programma di ripristino degli alloggi inagibili finanziato con 468 milioni

Tabella di marcia non immediata, per il piano di recupero degli alloggi inagibili; ma soprattutto c'è il serio rischio che molti enti locali bisognosi siano tagliati fuori dall'assegnazione delle risorse.
Il piano finanziato con 468 milioni di euro dal decreto casa (n.47/2014) non è ancora iniziato e già c'è il rischio che i fondi non possano essere spesi completamente e che non arrivino dove maggiormente c'è bisogno. L'ennesimo allarme viene da Federcasa, l'associazione dei circa 100 Iacp d'Italia. Il programma, dice in sintesi Federcasa, prevede degli interventi normativi e regolamentari da parte delle Regioni, che sembrano difficilmente compatibili con la tabella di marcia indicata dal programma.
E - comunque - se anche tutti i tempi venissero rispettati, l'orizzonte attuativo del programma si chiude tra circa sette-nove mesi, da conteggiare dal 21 maggio scorso,data di pubblicazione del decreto attuativo 16 marzo 2015 del ministero delle Infrastrutture sulla «Gazzetta Ufficiale» .

La prima incognita: le priorità di intervento

I conti sui tempi sono presto fatti. Il primo termine attuativo scade il 19 settembre prossimo, cioè 120 giorni a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta del Dm attuativo. Entro questo termine le Regioni dovranno inviare al ministero delle Infrastrutture gli elenchi degli interventi dichiarati ammissibili al finanziamento. La lista si basa sulla prima ricognizione fatta nei mesi successivi al varo del decreto legge n.47/2014 (pubblicato in «Gazzetta» il 28 marzo), che ha portato a mappare circa 16.400 alloggi inagibili in tutta Italia. Quella ricognizione è servita per avere una dimensione del fabbisogno e per ripartire le risorse fra le regioni. Ora però si tratta di depurare ulteriormente questa lista, integrarla e fare delle scelte - in base ad alcuni criteri - per concentrare lì le risorse disponibili. In questa tappa - che abbraccia il periodo della pausa estiva e del rinnovo di sette amministrazioni regionali - ci sono un paio di incognite che suscitano il forte timore - da parte di enti locali e Iacp - di non rispettare i tempi e perdere i fondi.

Federcasa: fare presto con i criteri per la graduatoria

Il problema nasce dal fatto che le Regioni sono chiamate ad attuare, entro questi 4 mesi, importanti misure attuative. Spetta infatti alle regioni attribuire i pesi ai «criteri per la formulazione del programma» individuati nell'articolo 1 del decreto attuativo. Le regioni devono poi verificare la coerenza tra gli interventi e i criteri. Poi devono dichiarare l'ammissibilità al finanziamento delle proposte di intervento. Infine, devono trasmettere al ministero delle Infrastrutture la lista degli interventi da finanziare.
Il timore di una perdita di ritmo all'interno di questa tabella di marcia traspare da una recente circolare che Federcasa ha diffuso ai propri associati: «A tale proposito - si legge nella circolare n.41 del 25 maggio scorso - si ritiene opportuno che le Regioni rendano tempestivamente esplicite le determinazioni in merito ai pesi che intendono assegnare ai diversi criteri nella fase di predisposizione del programma regionale, affinché Iacp e Comuni possano adeguatamente valutare, fin dalla fase di primo avvio della procedura, quali interventi, tra quelli proponibili, rispondano maggiormente alle scelte di priorità messe in atto da ogni singola Regione».
Tutto sommato questo lavoro delle Regioni non è eccessivamente complicato. Le tipologie possibili sono indicate nel decreto attuativo: rapida assegnazione degli alloggi di risulta; riduzione dei costi di conduzione e gestione degli immobili con particolare riferimento alle prestazioni energetiche; trasformazione tipologica degli alloggi per far fronte alla nuova domanda abitativa; adeguamento statico e miglioramento della risposta sismica degli edifici. Le Regioni, attribuendo pesi e punteggi, dovranno indicare gli interventi prioritari.

L'incognita della localizzazione degli interventi
Ma l'incognita maggiore è un'altra. Riguarda la scelta dei Comuni dove localizzare gli interventi. Qui c'è il rischio maggiore, quello cioè che Comuni bisognosi siano tagliati fuori dagli interventi.
Come è possibile? Il programma prevede che i Comuni dove localizzare gli interventi siano individuati all'interno di tre liste: comuni ad alta tensione abitativa (delibera Cipe n.87/2003); comuni a disagio abitativo, indicati dalle regioni; comuni in cui (negli ultimi cinque anni) sia stato deliberato lo stato di emergenza a causa di eventi calamitosi.
«Il problema - spiega Venanzio Gizzi - direttore di Federcasa - è che nessuna Regione risulta aver individuato con una delibera lo stato di disagio abitativo». È vero che il programma prevede che in assenza di questa individuazione ci sia una localizzazione d'ufficio, per così dire: comuni con più di 10mila abitanti nelle regioni con oltre 2 milioni di abitanti e comuni con oltre 5mila abitanti nelle regioni con meno di 2 milioni di abitanti. «Peccato che così si tagliano fuori tanti comuni dove ci sono alloggi inagibili e invece si individuano solo i centri maggiori, dove però è più probabile che ci siano meno alloggi inagibili, sia perché c'è maggiore pressione della domanda, sia perché gli Enti sono più strutturati e sono più in grado di provvedere da soli al ripristino».
Quanto poi ai comuni in stato di emergenza per calamità, «si tratta di una lista "dinamica" - aggiunge Gizzi - perché dopo che il Comune è stato risanato, esce dallo stato di emergenza». In ogni caso, Federcasa, non ha una lista completa e aggiornata di questi enti locali.
«Considerata la complessità delle norme (nazionali, regionali e provinciali) richiamate per l'individuazione dei comuni in cui è possibile localizzare le proposte di intervento - si legge nella preoccupata circolare di Federcasa - sarebbe opportuno che ogni Regione provveda alla predisposizione degli elenchi di competenza affinché i soggetti proponenti possano adeguatamente orientare le loro scelte di intervento anche in relazione a possibili sinergie con altri programmi regionali in corso».

L'iter completo del programma di recupero alloggi
Non è finita qui. Dopo che le regioni hanno inviato gli elenchi degli interventi al ministero delle Infrastrutture, la palla passa al governo. E qui non ci sono scadenze. Il ministero assegnerà, con decreto, le risorse alle Regioni e poi le avvisa non appena il decreto è stato registrato dalla Corte dei Conti. Sulla previsione di questi tempi, siamo nel campo dell'insondabilità più assoluta.
Il conto alla rovescia riprende dalla data della comunicazione alle Regione: entro 30 giorni le Regioni trasmettono a Comuni e Iacp il "provvedimento regionale di concessione del finanziamento", e trasmettono a Porta Pia il nome del responsabile regionale dell'attuazione del programma.
Infine, il cantiere. A partire dalla data del provvedimento regionale di concessione del finanziamento, partono 60 giorni entro cui concludere la prima parte del programma: quella degli alloggi da ripristinare con urgenza. Gli altri verranno dopo. Quasi certamente, a quest'epoca, saremo già al 2016.


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