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Via al recupero di 16mila alloggi inagibili, in «Gazzetta» il Dm che stanzia 468 milioni

Massimo Frontera

Pubblicato il decreto che assegna i fondi statali alle Regioni, che ora hanno 4 mesi per selezionare gli interventi. Il Sunia: enorme ritardo

Arriva in «Gazzetta» il decreto che dà il via al programma di recupero degli alloggi degli Iacp. Il provvedimento (annunciato oltre un mese fa dal viceministro Riccardo Nencini ) mette sul piatto le risorse per rendere agibili e disponibili alloggi da assegnare alle famiglie in attesa di un appartamento popolare. Si comincia dalle famiglie con sfratto esecutivo.

Il provvedimento pubblicato in «Gazzetta» è stato predisposto dal precedente ministro Maurizio Lupi, che ha gestito il dialogo con le Regioni, e già lo scorso 8 gennaio ha siglato il testo inviandolo lo stesso giorno al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Ora le regioni hanno 4 mesi (120 giorni) per selezionare e verificare gli interventi da finanziare e, infine, inviare la lista al ministero delle Infrastrutture. Porta Pia, sulla base degli elenchi regionali, assegnerà concretamente le risorse agli enti, con decreto. Poi toccherà nuovamente alle Regioni dare l'imput a Comuni e Iacp per appaltare i lavori.

È previsto un doppio binario per gli interventi. Una corsia veloce è riservata al ripristino degli alloggi che possono essere riparati in breve tempo e con una spesa massima di 15mila euro per alloggio: i lavori devono concludersi entro 60 giorni a partire dal decreto ministeriale di assegnazione delle risorse. Questi appartamenti andranno agli inquilini sotto sfratto.
C'è poi un "secondo binario", per gli alloggi più malmessi, che richiedono interventi più complessi e costosi: fino a 50mila euro ad alloggio. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria, come l'adeguamento strutturale antisismico, il miglioramento delle prestazioni energetiche, la rimozione di amianto o di barriere architettonica. Sono inoltre finanziabili anche i frazionamenti e accorpamenti con rinnovo e sostituzione di parti anche strutturali degli edifici.
Una prima mappa degli alloggi su cui intervenire è stata già stilata dalle Regioni. In lista d'attesa ci sono quasi 16.400 unità immobiliari che non sono regolarmente utilizzabili perché inagibili. Proprio in base a questo censimento - e al numero di sfratti esecutivi rilevati dal ministero dell'Interno - è stato calcolato il riparto dei fondi, pari in tutto a 467,9 milioni di euro.

Barbieri (Sunia): Proroga sfratti in scadenza ma i primi alloggi arriveranno nel 2016
L'attuazione del decreto Lupi contro l'emergenza abitativa è ampiamente fuori tempo massimo. Il forte ritardo caratterizza anche questa importante misura finanziata con una significativa quota di risorse. In un duro comunicato il Sunia stigmatizza i ritardi attuativi, ricordando anche che l'attesa non è finita e che i primi appartamenti arriveranno ben oltre il termine fissato per l'ultima mini-proroga degli sfratti. «Quello che doveva essere un provvedimento che, in tempi rapidi avrebbe dovuto mettere a disposizione migliaia di alloggi pubblici oggi inutilizzati, si è tramutata in una Odissea senza fine - esordisce Daniele Barbieri, segretario del Sunia -. Il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri doveva essere emanato 10 mesi fa (luglio 2014). Ma, come se non bastasse questo enorme ritardo, il testo pubblicato prevede una ulteriore procedura, peraltro simile ad una già fatta in precedenza, con la quale si perderanno altri 6 mesi di tempo (ammesso e non concesso che vengano rispettati i tempi) per erogare materialmente i finanziamenti.
Nella migliore delle ipotesi un anno e mezzo per avviare anche interventi di minore entità che dovrebbero servire ad affrontare parzialmente l'emergenza abitativa». «Non va dimenticato - aggiunge Barbieri - che il ministro Lupi, nel negare la necessità della proroga degli sfratti per le categorie più disagiate, addusse tra gli argomenti proprio il fatto che il Governo aveva adottato questo provvedimento per dare una risposta prioritariamente a queste famiglie. Il mese prossimo scade la mini proroga alla fine concessa, ma le risposte non sono neanche all'orizzonte».

Il decreto pubblicato in «Gazzetta»


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