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L'idea del Piemonte: autorecupero per assegnare gli alloggi popolari inagibili

Maria Chiara Voci

Sono 800 gli appartamenti di Regione e comuni che potrebbero essere assegnati previo lavori di adeguamento eseguiti dagli stessi inquilini a scomputo dell'affitto

Il Piemonte punta sull'autorecupero, sulla creazione di agenzie sociali per la locazione e sulla sinergia fra pubblico e privato nelle azioni di recupero di aree dismesse per compiere un passo in avanti sul fronte del social housing. Sono queste le tre direzioni verso cui si sta muovendo la Regione, che è una delle più attive in Italia sul fronte delle politiche per l'emergenza abitativa.
A fare il punto sulle prossime misure per l'edilizia sociale è Augusto Ferrari, assessore alle Politiche sociali, della famiglia e della casa, che è intervenuto venerdì 20 marzo all'incontro pubblico a Moncalieri, promosso dalla senatrice del Partito Democratico Elena Fissore e dal collega del Gruppo Autonomie Psi - Maie Senato, Enrico Buemi e che ha visto la presenza del viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, che ha illustrato il piano casa di prossima uscita . «Un appuntamento – spiega Fissore – voluto perché occorre dare risposta con urgenza alla crescente difficoltà nell'accesso al bene casa, attraverso il recupero dell'edilizia esistente e il coinvolgimento di nuovi operatori. A questo proposito, il Piano casa che il Governo sta predisponendo si annuncia come significativamente innovativo».

Oltre al Governo, si muovono però le Autonomie. «La prima delle azioni in campo – spiega Ferrari – diventerà realtà nel giro di poche settimane. È già passato al vaglio delle Commissioni ed è prossimo ad entrare nell'aula del Consiglio per la votazione finale il disegno di legge sull'autorecupero degli alloggi carenti di manutenzione da parte degli assegnatari, che apporta modifiche alla legge 3/2010». Secondo il censimento effettuato dalla Regione, in Piemonte sono circa 800 gli appartamenti di proprietà dell'Atc o dei Comuni, gestiti da Atc, che non sono assegnati perché necessitano di lavori di adeguamento. «Circa 150 di queste unità – prosegue Ferrero – potrebbero essere immediatamente abitate, in cambio di piccoli lavori di recupero che possono essere svolti direttamente dagli occupanti, previo scomputo sugli oneri dovuti per la locazione».

Un secondo fronte su cui si sta lavorando è la creazione di agenzie sociali per la locazione (sull'esempio di Locare, messa in campo a Torino). Il provvedimento che è alla base di questa azione è la Dgr n. 16-362 del 29 settembre 2014 e il successivo avviso pubblico per individuare i Comuni che aderiranno alla misura, approvato a novembre con una determina dirigenziale e in chiusura ad aprile. «Le agenzie – spiega l'assessore – servono a mettere in contatto la domanda di casa con l'offerta di unità sul libero mercato, che sono sfitte per la difficoltà di trovare inquilini solventi, che possano pagare canoni adeguati. Con un budget di 2,2 milioni di euro, a cui si aggiunge una certa percentuale di cofinanziamento da parte dei Comuni, puntiamo alla creazione di soggetti simili a Locare per fornire ai privati che mettono a disposizione appartamenti un sistema di garanzie contro la morosità».

Infine, come spiega la stessa Fissore, la vera sfida è però quella di «trasformare le aree industriali dismesse, le infrastrutture in disuso, i vuoti urbani, i centri storici, in nuove opportunità e in progetti innovativi». Per questo, il Piemonte sta lavorando per una delibera quadro che faciliti le sinergie fra soggetti diversi (enti pubblici, fondazioni bancarie o soggetti del privato sociale) al fine di sperimentare interventi di recupero di aree pubbliche dismesse con progetti di social housing. «Un progetto che, al momento, è solo in bozza – conclude Ferrari – ma su cui c'è un preciso impegno, anche da parte delle Fondazioni bancarie del territorio».


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