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Programmi «articolo 18», sono 34 quelli ancora in corso a vent'anni dal via

Alessandro Arona

Il Ministero delle Infrastrutture prova a fare chiarezza sui vecchi programmi per gli alloggi delle forze dell'ordine, che la legge 15/2014 ha rimesso in vita fino al 2016 - L'elenco dettagliato

Il ministero delle Infrastrutture prova con un comunicato uscito in Gazzetta Ufficiale a fare chiarezza sullo "stato dell'arte" dei vecchi programmi di riqualificazione urbana di cui all'articoli 18 della legge 12 luglio 1991 n. 203 (gli antesignani dei "programmi complessi" degli anni successivi), piani da realizzare con contributo statale e in accordo di programma (e variante al Prg) per realizzare alloggi destinati a personale delle forze dell'ordine, che a oltre vent'anni dal loro avio sono ancora in una trentina di casi in fase di attuazione.

«Alla luce delle continue modifiche alla disciplina in argomento» - scrive il ministero (si veda qui sotto) - «si rende noto che sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (clicca qui per il link alla pagina indicata ) e' consultabile l'elenco degli interventi con gli Accordi di programma ratificati al 31 dicembre 2007 e di possibile rilocalizzazione, entro il 31 dicembre 2016, ai sensi dell'art. 4, comma 8-bis della legge 27 febbraio 2014, n. 15 anche in regioni confinanti ed esclusivamente in comuni capoluogo di provincia».

Una lista dettagliata, dalla quale emerge che i programmi ancora in corso sono 34, e che le risorse ancora non assegnate ammontano a 100 milioni di euro, di cui però 24 milioni già revocati. Sarebbero dunque 76 i milioni ancora riutilizzabili, se i protagonisti dell'annosa vicenda (Comuni e privati) riusciranno a firmare gli accordi di programma entro il 31 dicembre 2016 (una scadenza non proprio "rigida", visto che parliamo di piani del 1991).

I programmi articolo 18 hanno sempre avuto difficoltà di attuazione. Con il comma 7 dell'articolo 12 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 il governo Monti (vice-Ministro Mario Ciaccia) provò a costringere i protagonisti della vicenda a "rivitalizzare" i progetti, ma con scadenza ultima il 31 dicembre 2013 per la firma dell'accordo (si dava la possibilità di "rilocalizzare" gli interventi nell'ambito della medesima regione ovvero in regioni confinanti, esclusivamente nei comuni capoluogo di provincia).

Tuttavia alla fine dello scorso anno quasi quaranta programmi erano ancora in corso, e con un emendamento al decreto legge 31 dicembre 2013, n. 150 (si vedano qui sotto i testi di legge) il Parlamento ha concesso altri tre anni di tempo (fino al 31 dicembre 2016) per modificare i programmi incagliati e firmare il nuovo accordo di programma.

L'articolo 10-bis del decreto casa 2014 ha poi fissato alcune regole a questa fase di "riaggiutamento" dei vecchi articoli 18: si dice ad esempio che i privati coinvolti che non vogliano
«concorrere alla completa realizzazione dell'originario intervento di edilizia sovvenzionata, decadono dallo specifico finanziamento e le corrispondenti risorse sono assegnate ai comuni» per utilizzarle su altri interventi di edilizia residenziale pubblica; e si fissa una regola rigida per gli interventi di edilizia agevolata («qualora per l'intervento di edilizia agevolata non sia stato rilasciato il titolo abilitativo alla data di entrata in vigore del presente decreto, il relativo finanziamento statale decade»).

Ora dunque, con il comunicato, il Ministero delle Infrastrutture prova a fare chiarezza sui fondi assegnati, quelli disponibili, quelli riprogrammabili.

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TESTI DI LEGGE

Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, coordinato con legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134

Decreto legge 31 dicembre 2013, coordinato con legge di conversione 27 febbraio 2014, n. 15

Articolo 4
...
8-bis. Al comma 7 dell'articolo 12 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2016».


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Decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, coordinato con la legge di conversione 23 maggio 2014, n. 80: «Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015»

Articolo 10-bis

Definizione amministrativa e contabile degli interventi di cui all'art. 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152
1. I soggetti attuatori dei programmi di cui all'art. 18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, che non intendono concorrere con proprie risorse, secondo quanto previsto dal comma 9 dell'art. 12 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, alla completa realizzazione dell'originario intervento di edilizia sovvenzionata, decadono dallo
specifico finanziamento e le corrispondenti risorse sono assegnate ai comuni in cui ricade l'intervento per essere destinate alla realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica.
Qualora per l'intervento di edilizia agevolata non sia stato rilasciato il titolo abilitativo alla data di entrata in vigore del
presente decreto, il relativo finanziamento statale decade. Gli enti pubblici territoriali interessati che intendono procedere alla prevista trasformazione urbanistica anche in assenza del finanziamento statale possono fare salve le previsioni urbanistiche dell'accordo di programma sottoscritto tra regione e comune reso esecutivo mediante ratifica del consiglio comunale entro la data del 31 dicembre 2007.


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Decreto legge 13 maggio 1991 n. 152 (coordinato con la legge di conversione n. 203/1991): si veda l'ARTICOLO 18


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