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Milano, torna la domanda di casa, ma dev'essere low cost e low energy

Massimiliano Carbonaro

Presentato il nuovo rapporto «Housing evolution» di Makno - De Albertis (Assimpredil): «Necessario un prodotto edilizio nuovo, innovativo e molto meno costoso»

Si parla molto di social housing ma il futuro della casa è il low cost per una città come Milano che sta provando ad uscire dalla crisi del residenziale. È quanto emerge dall'osservatorio sulle residenze Housing Evolution sulla casa e sull'abitare (la sintesi ) giunto alla sua sesta edizione e realizzato da Makno per Assimpresil Ance Milano e la Camera di Commercio meneghina.

Milano sembra godere di una rinnovata attrattività come testimonia il rapporto che evidenzia che il 36% degli intenzionati all'acquisto cercano una nuova soluzione abitativa a Milano arrivando dalla Provincia. L'Housing Evolution evidenzia come però i costruttori e sviluppatori devono ripensare il prodotto casa, come spiega il presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis. «La casa può essere la leva – commenta De Albertis – per rilanciare il settore delle costruzioni, sia nel mercato pubblico che in quello privato. Ma oggi più che mai è necessario definire un prodotto nuovo, caratteristico della nostra migliore produzione locale, innovativo e molto meno costoso».

La ricerca che si basa sulle intervista ad un panel di mille potenziali acquirenti cerca anche di aiutare l'operatore a comprendere meglio quale sia la domanda abitativa interpretando e anticipando indirizzi e tendenze dell'housing. Quello che emerge è che il manufatto edilizio deve essere concepito e progettato come un prodotto industriale a 360 gradi, ossia con una data di fabbricazione, una data di scadenza, un costo esplicito di gestione, utilizzo e manutenzione, un'attenzione al ciclo di vita, vero perno della sostenibilità, una trasparente esplicitazione dei componenti, un'estrema chiarezza sulle prestazioni e un'offerta di adeguate garanzie. Ma come sottolinea De Albertis «le nostre case spesso sono realizzate come lo erano all'inizio degli anni Cinquanta, con gli stessi processi costruttivi, più o meno con gli stessi componenti e con tipologie immutate – ha aggiunto – Sono cambiati profondamente gli stili di vita, ma la casa rimane la stessa».
Il quadro in cui operatori ma anche acquirenti continua ad essere preoccupante, tra istituti di credito che faticano a dare fiducia alle imprese e un valore fondiario delle aree che continua ad essere altissimo. Ma l'Osservatorio rileva come continua il trend di crescita delle ristrutturazioni che dovrebbero aumentare rispetto al 2012 del 12% questo anno, ma anche sul fronte degli acquisti si evidenzia un 10% di potenziali acquirenti per i prossimi due-tre anni.
«La domanda però è cambiata – spiega De Albertis – i consumi sono ridotti e selettivi, il clima culturale guarda alla sostenibilità in senso lato. Dobbiamo costruire per il futuro in un mercato che non è più quello che conosciamo».

L'attenzione infatti si è molto spostata verso il consumo energetico, il materiale costruttivo, una generale sostenibilità. «Una buona qualità della vita è sempre più il fattore decisivo che incide sulle scelte dei milanesi sia per quanto riguarda l'acquisto della casa che la scelta della zona dove andare a vivere o lavorare - ha dichiarato Erica Corti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano – In questo contesto però permangono le difficoltà legate all'accesso ad un adeguato credito per coloro che stanno in questo momento pensando a comprare casa».


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