Casa Fisco Immobiliare

Nel decreto sul piano casa e affitti la dote sale a 1,6 miliardi

Giorgio Santilli

Il conto complessivo delle risorse finanziarie stanziate dal «decreto affitti» pronto per il consiglio dei ministri sale a 1,6 miliardi

Sale a 1,6 miliardi la dote finanziaria del «decreto affitti» che oggi avrà il via libera dal Consiglio dei ministri. Lo ha detto ieri il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, che fortemente ha voluto l'approdo in Consiglio dei ministri di questo provvedimento per il rilancio del mercato degli affitti per la fascia sociale.

La relazione tecnica del decreto legge entra nel dettaglio delle singole misure. Al rifinanziamento dei due fondi per l'affitto e per la «morosità incolpevole» (articolo 1) andranno rispettivamente 100 e 241,4 milioni. Il fondo per i mutui in favore degli inquilini che acquistano un alloggio di proprietà degli Iacp (articolo 3) costerà 18,9 milioni l'anno dal 2015 al 2020, per un totale di 132,6 milioni. L'agevolazione consisterà in un contributo in conto interessi massimo dell'1% per sette anni in favore di un totale di mutui per 2 miliardi a 30 anni.

Non sono previsti costi, invece, per il decreto «non regolamentare» con cui i ministri dell'Economia, delle Infrastrutture e degli Affari regionali rimetteranno in moto il piano di alienazione del patrimonio residenziale pubblico previsto dal decreto legge 112/2008. Considerato che nei 6 anni trascorsi non sono intervenuti accordi - segnala la relazione - «la disposizione in esame rimette al decreto interministeriale la determinazione delle procedure di alienazione degli alloggi sociali». Le risorse ricavate dalle alienazioni andranno alla realizzazione o alla manutenzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Il piano per il recupero degli alloggi degli Iacp (articolo 4) vale 568 milioni, completamente autofinanziati dal ministero delle Infrastrutture con revoche di fondi bloccati. Consentirà di mettere a disposizione 12mila alloggi l'anno grazie all'azione di ripristino di «alloggi di risulta», mentre altri cinquemila alloggi aggiuntivi a quelli ordinari arriverà dal finanziamento della manutenzione straordinaria pregressa.

La detrazione Irpef di 900 euro annui per gli inquilini di alloggi sociali con un reddito inferiore a 15.493,71 euro e di 450 euro per quelli che hanno un reddito inferiore a 30.987,41 (articolo 7) costerà 63,6 milioni. La riduzione dal 15 al 10 per cento dell'aliquota della cedolare secca (articolo 9) per i proprietari che affittano a canone concordato vale 135,2 milioni cui si aggiungono 12,8 milioni per l'estensione della cedolare secca anche alle unità immobiliari abitative locate nei confronti di cooperative o enti senza scopo di lucro, se affidate ad uso abitativo a studenti universitari. All'alleggerimento dei limiti al bonus fiscale per l'acquisto di mobili prevista all'articolo 10 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) la relazione tecnica non associa nessun costo aggiuntivo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA