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Ok al riparto di 50 milioni per il sostegno agli affitti, solo sei mesi per assegnare i fondi

Massimo Frontera

La Conferenza Stato Regioni ha approvato il decreto del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che ripartisce 50 milioni per il 2014 destinati al sostegno degli inquilini in difficoltà e all'attivazione delle agenzie per l'affitto

È arrivata l'intesa sulla bozza di decreto Infrastrutture che ripartisce 50 milioni per l'annualità 2014 da destinare al sostegno agli affitti. L'ok è arrivato nella conferenza Stato Regioni del 16 gennaio.

Il decreto ha suddiviso le risorse tra le Regioni, ma ha anche imposto tempi rapidi per l'utilizzo da parte degli enti territoriali. I fondi devono infatti essere assegnati dagli enti entro sei mesi dalla data di effettiva erogazione delle somme. Se la Regione non ce la fa, paga dazio: nel riparto relativo alla successiva annualità - in questo caso del 2015 - verranno decurtate le somme non spese nel 2014.

Questa clausola - accettata di malavoglia da una esigua ma combattiva minoranza di Regioni - rappresenta un forte stimolo all'attivazione immediata dei bandi a livello locale, sia per selezionare rapidamente gli inquilini beneficiari, sia per attivare - nelle Regioni dove ancora non sono state attivate - le Agenzie per l'affitto.

Le Regioni incassano dal ministero delle Infrastrutture la possibilità di introdurre elementi di selettività nella platea degli inquilini beneficiari, perché il Dm consente loro, per la prima volta, di discostarsi dal parametro di reddito familiare minimo fissato dal Dm Lavori Pubblici del 1999. Una novità che - sostengono le Regioni - è stata resa necessaria dalla esiguità delle risorse a disposizione.

In conferenza unificata le Regioni hanno anche posto le basi per la prossima rivisitazione dell'attuale classificazione delle città definite ad alta tensione abitativa. La classificazione in vigore oggi - fanno notare gli enti territoriali - risale a una delibera Cipe del 2003.

Il riparto, tra quota fissa e quota "premiale"
I 50 milioni sono stati scomposti in due tranche - una da 45 milioni e l'altra di 5 milioni - e il riparto è stato effettuato in base a due distinti criteri. La quota maggiore - 45 milioni - è stata assegnata prendendo a riferimento vari elementi, come popolazione anziana, abitazioni, residenti, presenza di extracomunitari, pil-pro capite. Il secondo riparto - a valere sui rimanenti 5 milioni - è stato assegnato in base a un criterio premiale, calcolato in base ai contributi che Regioni e Comuni hanno stanziato negli anni scorsi a titolo di cofinanziamento dei fondi statali per il sostegno dell'affitto. Quest'ultima parte "mobile" del riparto ha messo in rilievo la virtuosità di alcune regioni, ma ha fatto emergere anche il disimpegno di altri enti. Per esempio, la Calabria e il Molise restano a bocca asciutta perché in queste regioni non ci sono stati cofinanziamenti ai fondi statali. Ma anche una grande regione come il Lazio non ci fa una grande figura, visto che viene "premiata" con soli 118mila euro circa, che è anche il quarto valore più basso della lista. In testa alla lista delle regioni più generose con gli inquilini in difficoltà si ritrovano la Lombardia, che porta a casa da sola un milione sui cinque in palio, Campania, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

Requisiti dei beneficiari da rivedere
«In ragione della limitatezza delle risorse disponibili le regioni possono stabilire requisiti più restrittivi di quelli indicati nell'articolo 1 del decreto del ministro dei Lavori pubblici 7 giugno 1999 (...) dandone comunicazione al ministero delle Infrastrutture e trasporti». In altri termini, le Regioni potranno ora liberamente discostarsi - al ribasso - dai requisiti di reddito previsti dal Dm del 1999 (scarica il testo dell'articolo 1 a questo link ). In particolare, fino a diversa eventuale modifica da parte delle Regioni, sono inclusi nel sostegno i nuclei familiari con: 1) «reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime Inps, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14%»; 2) «reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24%».

Scarica il testo del DM Infrastrutture all'ordine del giorno della conferenza Stato Regioni del 16 gennaio (link )


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