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Alloggi Iacp, nel «decreto Lupi» un piano da 568 milioni per recuperare 12mila appartamenti inagibili all'anno

Massimo Frontera

Nella bozza di decreto proposto dal ministro delle Infrastrutture si recuperano 68 milioni di euro di risorse Mit non spese e un nuovo stanziamento di 500 milioni (ma l'ultima parola spetta all'Economia)

Piano di recupero per 12mila alloggi Iacp finanziato con una dote di 568 milioni di euro. Lo prevede l'articolo 8 della bozza di decreto legge (link ) che il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha inviato a Regioni ed Enti locali, per avviare la discussione sul testo in vista di raggiungere un'intesa in conferenza unificata in una delle prossime sedute.

Di certo, il testo non è ancora pronto per la conferenza unificata di oggi pomeriggio (inizialmente prevista per il 27 novembre scorso per motivi istituzionali e poi rimandata appunto al 5 dicembre). Le regioni hanno chiesto tempo per valutare meglio il testo. Una riunione tecnica potrebbe essere convocata non prima della prossima settimana, probabilmente il 10 dicembre.

I nodi sul tappeto non sono pochi, perché molte cose non convincono le regioni (in particolare le misure per la vendita del patrimonio degli ex Iacp). C'è poi il tema della copertura finanziaria. «Il decreto vale circa un miliardo di euro - valutano fonti delle Regioni - e bisognerà capire se il ministero dell'Economia sarà disponibile a mettere tutte le risorse che sono indicate». Finora, fanno sempre capire i tecnici coinvolti nell'esame del provvedimento, non ci sono stati segnali di disponibilità.

Il piano per il recupero di 12mila alloggi Iacp assorbe da 568 milioni di euro, tra vecchi residui di programmi ministeriali mai attuati e nuove risorse.

Stando a quanto si legge nella bozza di decreto legge, si potrebbero rimettere in pista 67,99 milioni di euro stanziati per programmi di edilizia agevolata, e rimasti sulla carta, per vari motivi. I fondi sono custoditi su un apposito conto presso la Cassa depositi e prestiti.

Nel mirino del definanziamento ci sono i seguenti programmi gestiti dal ministero delle Infrastrutture: interventi di edilizia sperimentale con stanziamenti deliberati dal Cipe (articolo 2, lettera "f" della legge 457/1978); interventi straordinari di edilizia residenziale (articolo 3, lettera "q" della legge 457/1978); programma straordinario di edilizia agevolata da realizzarsi a cura di imprese e cooperative (articolo 3, comma 7-bis del decreto legge 12/1985); contributi per finanziare programmi di recupero e nuova costruzione di alloggi in edilizia agevolata (articolo 22, comma 3 della legge 67/1988).

Poi ci sono le nuove risorse, pari a 500 milioni, di cui però non è indicata la provenienza. È evidente che l'ultima parola spetti al ministero dell'Economia, che non risulta abbia ancora formalizzato un suo parere, ma non ci vuole un mago per intuire che la strada è tutta in salita.

L'obiettivo, come si evince dalla relazione alla bozza di provvedimento, «prevede in primo luogo il ripristino di alloggi di risulta da cui è possibile mettere a disposizione circa 12.000 alloggi l'anno». «Inoltre - si aggiunge sempre nella relazione - attraverso il finanziamento della pregressa manutenzione straordinaria è possibile recuperare fino al doppio dei circa 5.000 alloggi l'anno recuperati attualmente». Il costo per il recupero di un alloggio inagibile, stima sempre la relazione, si aggira tra i 30 e i 40mila euro.

Per l'attuazione di questa misura è previsto un decreto Infrastrutture-Affari regionali (d'intesa con la conferenza unificata). Oltre ad approvare il piano di recupero degli alloggi, il provvedimento dovrà indicare i criteri di assegnazione delle risorse ed effettuare la ripartizione direttamente tra tutti gli ex Iacp

Scarica il testo della bozza di decreto


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