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Firmata la convenzione Abi-Cdp: si sbloccano mutui (agevolati) per due miliardi

Massimo Frontera

Le banche potranno concedere anche il 100% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 250mila euro per l'acquisto e 100mila euro per le ristrutturazioni (anche cumulabili)

Diventa operativa la gestione della provvista di 2 miliardi stanziata da Cassa depositi e prestiti per consentire mutui agevolati per l'acquisto o la ristrutturazione di case. Per le banche il rubinetto si aprirà il prossimo 7 gennaio, quando riceveranno l'ammontare richiesto, fino a un massimo di 150 milioni per istituto. Le richieste per le banche si apriranno il prossimo 10 dicembre. Ma fin da subito le famiglie potranno fare richiesta alle banche, scegliendo tra i prodotti che l'istituto di credito proporrà. In base alla convenzione, firmata da Abi e Cdp nella tarda serata di mercoledì 20 novembre, le banche potranno offrire prodotti sia tasso fisso che a tasso variabile. E soprattutto dovranno indicare lo "sconto" per il mutuatario - indicato in termini di basis point oppure di riduzione in percentuale - rispetto ad analoghi prodotti che lo stesso istituto propone. In altre parole, il confronto sarà tutto interno a ciascun istituto di credito.

Tra i beneficiari, la priorità (in termini di data di stipula dei mutui) dovrà essere riservata a giovani coppie, famiglie con disabili e famiglie numerose. La convenzione indica cosa si intende per tali categorie. Per «giovane coppia» si intende un'unione costituita da almeno due anni (basta un'autocertificazione), non necessariamente sposata, con un componente di non oltre 35 anni e l'altro di non oltre 40 anni. La convenzione, informa Cdp, non specifica se la coppia debba essere di sesso diverso, lasciano aperta la possibilità anche a coppie omosessuali. Per famiglie numerose si intendono nuclei con almeno tre figli.

Il mutuo. La banca può concedere un prestito fino a 250mila euro per l'acquisto di un'abitazione e fino a 100mila euro per i lavori di miglioramento dell'efficienza energetica. L'opportunità è eventualmente cumulabile, con tetto unico di 350mila euro. Nei limiti massimi precedentemente indicati, sarà possibile chiedere un prestito fino al 100% del prezzo di acquisto dell'abitazione (o dell'intervento di riqualificazione). Il prestito, inoltre, potrà riguardare sia l'abitazione principale, sia la seconda casa. Sulle riqualificazioni, l'unico vincolo indicato dalla convenzione Abi-Cdp è che debba essere previsto un miglioramento della performance energetica, ma non è obbligatorio raggiungere un determinato livello di efficienza.

Tecnicamente - se gli istituti hanno ricevuto richieste dalle famiglie e hanno saputo preparare il terreno alle stipule - già il 7 gennaio sarà possibile stipulare i primi contratti.
Cdp trasferirà i denari alle banche richiedenti a ritmo mensile, con erogazione ogni 5 di ogni mese, fino a esaurimento del plafond. Fino al prossimo settembre 2014, il 30% della provvista sarà riservato alle banche del sistema del credito cooperativo e alle banche piccole e minori. Come già ricordato, le banche potranno chiedere a Cdp fino a 150 milioni di euro al mese, ma non potranno superare un tetto complessivo di esposizione con Cassa depositi e prestiti, pari al 30% del patrimonio di vigilanza della banca.

La stessa Cassa depositi e prestiti non nasconde che la misura ha un carattere sperimentale. Anche per questo, la convenzione ha previsto un impegno reciproco (cioè da parte di Abi e da parte di Cdp) a fare un punto della situazione dopo la prima rendicontazione, cioè dopo il 30 giugno prossimo.

Che incidenza potrà avere la misura sul mercato dei mutui? In uno studio, l'Ance aveva stimato che la provvista Cdp avrebbe significato una iniezione fino al 10% aggiuntivo sul mercato attuale, vale a dire nuove compravendite per 44mila alloggi (rispetto ai 444mila nel 2012), con un giro d'affari aggiuntivo sul mercato immobiliare di 8,1 miliardi, investimenti integrativi per la costruzione di nuove abitazioni dell'ordine di 1,3 miliardi (la stima 2013 è di 23 miliardi), che possono tradursi in un volano complessivo per l'economia di 4,4 miliardi.

Il numero effettivo dei contratti - come pure l'effetto di stimolo sul mercato e sull'economia - dipenderà dalle richieste della clientela. La provvista di 2 miliardi tecnicamente è equiparabile all'acquisto di 8mila nuovi alloggi (applicando la cifra massima di 250mila euro) oppure a 20mila interventi di recupero e di efficientamento energetico (applicando il tetto massimo di 100mila euro). Si tratta di ipotesi meno complesse di quelle ipotizzate dall'Ance. L'associazione dei costruttori ha infatti effettuato il calcolo considerando che il 90% del plafond (pari a 1,8 miliardi) venga destinato all'acquisto dell'abitazione e che il mutuo copra il 60% del valore dell'immobile. In questo caso il giro d'affari sarebbe di 3 miliardi e le nuove abitazioni compravendute 16mila.

Mentre questa misura prevista da decreto del fare attendeva la convenzione attuativa, l'altra misura - quella relativa all'acquisto di titoli e covered bonds con sottostante contratti di mutui immobiliari cui Dcp ha destinato 3 miliardi di euro, è immediatamente operativa. Via Goito non esclude che, se qualche istituto varasse delle cartolarizzazioni, potrebbe aderire anche entro la fine di quest'anno.

Le reazioni. Soddisfatto il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi. «La firma della convenzione tra Cassa depositi e prestiti e Abi per rendere operativo il "plafond casa", è una bella notizia, un segnale importante della possibilità di lavorare insieme per affrontare le emergenze del Paese», ha commentato in una nota. Appena pochi giorni fa, in un incontro pubblico, il ministro aveva esortato l'Abi a stringere sulla convenzione, per arrivare alla firma entro il 20 novembre. «Due miliardi di euro per le giovani coppie, le famiglie numerose e quelle con persone disabili saranno destinati da CDP attraverso le banche per mutui sulla prima casa o per le ristrutturazioni. A questi vanno aggiunti tre miliardi per l'acquisto da parte di CDP di obbligazioni bancarie garantite, sempre per mutui residenziali. Prende così corpo nel suo complesso il ‘Piano casa' varato dal governo a fine agosto e diventato legge dello Stato il 30 ottobre, di cui fanno parte i quattro fondi per il sostegno a chi è in difficoltà con il pagamento del mutuo e a chi, per la perdita del lavoro, non riesce più a pagare affitti che ha sempre regolarmente pagato, i cosiddetti morosi incolpevoli. È impegno del governo incrementare questi fondi e adottare urgentemente ulteriori misure di fronte all'emergenza affitti».

Soddisfatti anche i costruttori dell'Ance. «La firma dell'Accordo tra la Cdp e l'Abi per garantire nuove risorse per i mutui casa alle famiglie è la notizia che aspettavamo», ha commentato il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti. «Ora è necessario che i 5 miliardi messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti si trasformino velocemente in nuove disponibilità finanziarie per le famiglie. Per fare ciò è importante riportare il valore del mutuo concesso attorno al 70% del prezzo dell'immobile», spiega il Presidente Ance. D'altronde, «i dati diffusi oggi dal Crif sulla crescita per il quarto mese consecutivo della domanda di mutui - continua Buzzetti - dimostrano che questo è il momento giusto per sostenere cittadini e imprese e rimettere in circolazione liquidità importanti». «Bene quindi questo Accordo che dà attuazione alla norma inserita questa estate nel decreto sulla casa, ma per risollevare il settore ancora non basta», ha proseguito Buzzetti. «L'allarme che, insieme a tutte le sigle e associazioni della casa abbiamo lanciato giorni fa con il nostro Homeday, non può rimanere inascoltato: rivedere subito la tassazione sulla casa, sostenere il mercato degli affitti e promuovere un vero piano di housing sociale con i Comuni sono misure non più rimandabili», ha concluso.

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