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La proposta: con il bonus del 65% agli Iacp 1,25 miliardi di investimenti all'anno su 250mila case «energivore»

Massimo Frontera

La proposta viene da Federcasa. Per lo Stato ci sarebbe un miliardo di introiti fiscali in cinque anni grazie Iva

Estendere il bonus fiscale sull'efficienza energetica anche al patrimonio di edilizia economica e popolare. La proposta proviene da Federcasa (associazione degli enti gestori degli alloggi popolari) per ammodernare il patrimonio immobiliare gestito, contribuendo così anche alla riqualificazione urbana e all'attività economica del comparto edile.

In base ai conti fatti dalla federazione che riunisce gli oltre 100 ex Iacp d'Italia, la misura potrebbe coinvolgere almeno 250mila alloggi dei 450mila più "energivori", cioè con un consumo di oltre 150 KWh al metro quadrato all'anno. Si tratta di un numero elevato di unità immobiliari, ma che rappresenta solo una quota dei circa 800mila appartamenti complessivamente posseduti dalle varie aziende casa d'Italia. L'intervento, suggerisce Federcasa, potrebbe essere attivato attraverso le Esco, società specializzate nell'efficientamento energetico, che vengono remunerate sia grazie al beneficio fiscale dello Stato, sia dal canone di ammortamento corrisposto dal committente.
La misura attiverebbe un piano quinquennale di riqualificazione in grado di attivare 1,25 miliardi di investimenti all'anno e un introito aggiuntivo per lo Stato pari a un miliardo in totale.

Evidente anche il vantaggio per l'indotto dell'edilizia e dell'industria di impianti e componenti. Non solo. Il maxi-programma potrebbe fare anche da traino alla riqualificazione degli alloggi privati nei condomini cosiddetti misti, cioè con appartamenti già acquistati dagli ex inquilini e appartamenti ancora in possesso degli enti gestori. Una condizione che interessa altri 500mila alloggi privati in circa 30mila condomini misti.

Il pacchetto di proposte di Federcasa mira a tre obiettivi: riattivare un flusso di finanziamenti certi e costanti; ridefinire una fiscalità che consenta condizioni di concorrenza nel settore dell'edilizia residenziale sociale; introdurre il principio di un "canone di equilibrio", accompagnato da adeguate forme di sostegno all'utenza, in grado di garantire una corretta gestione dell'alloggio in termini di salubrità, decoro e sicurezza durevoli nel tempo.

Complessivamente, i 107 ex Iacp associati a Federcasa gestiscono 950mila alloggi, di cui 806mila di proprietà, in affitto agli inquilini, 49mila alloggi a riscatto e 108mila unità immobiliari di proprietà di comuni o altri enti pubblici. Sempre in base alle informazioni fornite dall'associazione, nella composizione dell'inquilinato ci sono, tra gli altri, 145mila persone disabili, 413mila ultrasessantacinquenni, 142mila extracomunitari. Un terzo delle famiglie dichiara redditi inferiori a 10mila euro l'anno (una quota di utenti «in costante crescita»). Il canone medio mensile è di 105 euro (122 al nord, 109 al centro e 64 euro nelle aree del Mezzogiorno). Nelle case degli ex Iacp abitano anche persone che non ne hanno diritto. A fronte di un tasso medio del 5,9% di "sine titulo", la percentuale varia tra l'1,3% del nord a, 9,7 del centro al 10,4 del Sud.
In base agli ultimi dati (rilevati nel 2011), il tasso di morosità medio è pari a 20,6%, con quote che oscillano tra il 13,8% di morosi al nord, 15,6% al centro e 40,8% al Sud. Anche in questo caso, assicurano a Federcasa, il trend si è ulteriormente aggravato, soprattutto a causa della componente di morosi cosiddetti incolpevoli.

«Gli Stati Generali di Federcasa raccolgono con viva soddisfazione la volontà di tutti gli attori in campo, dal ministero delle Infrastrutture alle forze politiche, dal mondo sindacale a quello delle costruzioni, dell'edilizia, di contribuire alla realizzazione di una politica organica per la casa, che possa affrontare in modo strutturato la grave emergenza abitativa. Solo un gioco di squadra, con obiettivi condivisi, consentirà al mondo Erp di continuare a fornire una risposta concreta al crescente disagio». È quanto ha dichiarato Emidio Ettore Isacchini, presidente di Federcasa, nel corso degli Stati Generali della Federazione che raccoglie tutti gli Enti casa italiani, tra Iacp ed ex Iacp. «Le 650 mila domande inevase di famiglie aventi diritto, giacenti presso i comuni italiani, rappresentano una nodo al quale è doveroso trovare soluzione – ha proseguito Isacchini –. Serve un sistema fiscale più coerente per l'edilizia residenziale pubblica, occorre ripristinare un flusso di finanziamenti certi e costanti, in parte anche provenienti dalla fiscalità generale, per fare uscire in tempi brevissimi il Paese dall'emergenza casa. È anche necessario rideterminare i canoni Erp con l'introduzione di un "canone di equilibrio", accompagnato da adeguate forme di sostegno all'utenza, in grado di garantire una corretta gestione dell'alloggio in termini di salubrità, decoro e sicurezza».

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