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Oggi Comuni e Regioni scoprono le carte sul «piano casa Lupi», si parte da sfratti e morosità

Massimo Frontera

Alla conferenza unificata straordinaria convocata per oggi, Regioni e Comuni scopriranno le carte sul piano Lupi. Ma sul "draft" del governo fatto avere a Regioni e Comuni le posizioni appaiono distanti, a partire dalle questioni sfratti e morosità

Appuntamento alle ore 12,00 oggi per la conferenza unificata straordinaria sulla casa sollecitata dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e convocata dal ministro degli Affari Graziano Delrio.

Il governo ha fatto avere l'altroieri a Regioni e Comuni una lista di punti che Regioni e Comuni hanno "controdedotto". Oggi le Regioni, in una conferenza convocata per le 10,00 - cioè due ore prima dell'Unificata - confermeranno la posizione su tutti i punti proposti dal governo. Posizioni che resteranno a livello di principio senza entrare nel dettaglio «perché il documento tecnico del governo non consente una valutazione di merito», dice l'assessore della Basilicata Luca Braia, coordinatore delle Regioni sul tema dell'edilizia.

Tre sono in particolare le priorità delle Regioni. Al primo posto c'è l'eliminazione dell'Imu per gli Iacp, «una misura che per noi vale 240 milioni», dice Braia. Il decreto Imu ha cancellato la prima rata a carico degli Iacp, ma non la seconda rata, che potrebbe mettere in crisi i già fragili bilanci delle aziende che gestiscono gli alloggi popolari.

Alle regioni non piace neanche il piano straordinario di dimissione di alloggi di edilizia residenziale. Una vecchia proposta (se ne fece promotore il ministro Renato Brunetta nel governo Berlusconi), cui il governo ha aggiunto la possibilità di attivare un fondo rotativo per consentire agli inquilini di acquistare gli alloggi. Se si tratta di attivare un fondo rotativo, dicono le Regioni, meglio utilizzarlo per realizzare manutenzioni del patrimonio.

Terzo punto. Il fondo per gli affitti. Nonostante il recente rifinanziamento di 100 milioni, i soldi distribuiti fra tutte le regioni non risulteranno moltissimi, fanno osservare gli Enti territoriali. La proposta è di aumentare le risorse e di utilizzarle, in alternativa, per fare decollare le Agenzie per l'affitto, che aiutano a far incontrare domanda e offerta e che alcune Regioni (Piemonte) ha già sperimentato con successo.

Le Regioni chiedono inoltre di riattivare i circa 800 milioni di trasferimenti statali alle Regioni per l'edilizia agevolata che sono stati congelati nel 2011. A proposito di risorse, le Regioni avanzano forti perplessità sulla gestione dei fondi europei da utilizzare per le politiche abitative e urbane direttamente da parte dell'Agenzia nazionale. Si chiede più coinvolgimento.

C'è poi la questione della morosità incolpevole. Un punto che, stando a quello che appare scritto sulla lista del governo, dovrebbe risolversi indirizzando i morosi incolpevoli verso gli alloggi pubblici. Sulla lista si parla infatti di una «proposta di norma che prevede una procedura di subentro in caso di morosità protratta oltre un certo termine di una figura di garante diverso dal soggetto creditore che possa emanare un provvedimento, eventualmente validato dalla
Prefettura, di spostamento del soggetto moroso presso altro immobile (Erp)». Una misura che, così come congegnata, aggraverebbe ulteriormente la gestione degli Iacp.

Anche i comuni hanno le loro liste di priorità. Al primo posto c'è una proroga degli sfratti per almeno sei mesi, eventualmente introducendo elementi di selettività per tutelare i casi di morosità incolpevole.

Sulla cedolare secca gli enti locali chiedono inoltre un maggiore sforzo del governo per abbassare ulteriormente al 10% il forfait fiscale per i contratti a canone concordato.

C'è poi il problema delle risorse, sicuramente necessarie, ma di cui la lista del governo non parla.


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