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Federcasa: «boom di domande per gli alloggi popolari, ordine pubblico a rischio»

Massimo Frontera

La Federazione che riunisce gli ex Istituti autonomi di case popolari hanno registrato quest'anno un'impennata di richieste di alloggi, che non potranno essere soddisfatte, e lanciano l'allarme sul rischio di ordine pubblico

Federcasa, la federazione che riunisce i circa cento istituti e aziende che gestiscono gli alloggi popolari lancia l'allarme: «Il 2013 sta infatti registrando il boom di domande di case popolari, con addirittura un +25% rispetto allo scorso anno», dice Federcasa.

Un'impennata di richieste alimentata dalla crisi. Il dato, sottolinea Federcasa, «evidenzia l'aumento del numero delle famiglie bisognose, di milioni di nostri concittadini che vivono in condizioni di grave disagio o di povertà». Una situazione che - mette in guardia l'associazione degli ex-Iacp italiani, potrebbe trasformarsi in una vera e propria emergenza civile.

«Ci troviamo di fronte ad una situazione potenzialmente esplosiva, di vera e propria emergenza sociale, che rischia di assumere contorni drammatici a causa della disperazione di persone che non hanno più un tetto sotto il quale vivere», ha detto il presidente di Federcasa Emidio Ettore Isacchini, al termine dell'audizione presso le Commissioni Bilancio e Tesoro della Camera dei Deputati, impegnate nell'esame del disegno di legge di conversione del dl. 102/2013 sull'Imu.

«Gli Enti associati a Federcasa, tutto il mondo dell'edilizia residenziale pubblica, si stanno impegnando al massimo delle proprie possibilità per soddisfare la crescente domanda di alloggi – prosegue Isacchini –, ma le risorse disponibili sono esigue e di certo non sufficienti. Oggi abbiamo chiesto alla politica, ai componenti delle Commissioni V e VI della Camera, di escludere definitivamente i nostri Istituti dal pagamento dell'Imu, indipendentemente da quelle che sono e saranno le diatribe tra i partiti. Il Parlamento confermi in sede di conversione quanto deciso dal Governo Letta nel corso della stesura del decreto legge, e i soldi risparmiati dall'Imu saranno impiegati per la ristrutturazione di vecchi alloggi, oggi inutilizzati, e per la costruzione di nuovi edifici. C'è chi si è messo da subito all'opera, come lo Iacp di Napoli, che realizzerà 1000 nuove abitazioni, già sottoposte a gara, che sorgeranno su terreni confiscati alla malavita».


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