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Liguria: cercasi operatori per lanciare il fondo social housing. Roma: 6.000 alloggi con acquisizione compensaativa delle aree . Focus: la mappa nazionale dei «fondi abitare»

Jada C. Ferrero e Giulia Del Re

Potranno essere proprietari di aree o immobili, Comuni, ex Iacp, cooperative, imprese di costruzione, banche e Sgr. Vanno presentati progetti o case invendute

La Regione Liguria vuole costituire uno o più fondi immobiliari per realizzare social huosing (edilizia sociale con la partecipazione di soggetti privati). E lo fa con un avviso pubblico "aperto" (clicca qui per scaricare il bando) che ha l'obiettivo di sondare l'interesse dei possibili soggetti da coinvolgere: l'universo pubblico, rappresentato dai 235 Comuni, le 4 Province, le 4 Arte (Aziende regionali territoriali per l'edilizia, ex Iacp), e la platea privata, ovvero imprese di costruzioni, cooperative edilizie, operatori finanziari (Sgr, banche), singoli investitori e persone giuridiche, insieme a fondazioni ed enti morali, ecclesiastici e religiosi. Sono tutti chiamati a manifestare interesse entro il 30 aprile, in forma singola o associata (la procedura web sul sito della Regione sarà disponibile entro il 28 febbraio).
La Regione ligure cerca così di inserirsi nel quadro del sistema integrato di fondi introdotto a livello nazionale dalla legge 133/2008 e dal Dpcm 16/07/2009 (si vedano i servizi correlati qui a sinistra). Il Fondo Immobiliare per l'Abitare opera tramite "gangli" locali, ovvero cordate unite con lo scopo di varare iniziative che contribuiscano a soddisfare il fabbisogno di alloggi sociali, intesi come appartamenti in locazione a canone moderato, alloggi in affitto con diritto di riscatto finale, prime case a prezzo convenzionato per nuclei con dati prerequisiti.

I dettagli dell'avviso della Liguria sono definiti dalla Dgr 1606 del 21 dicembre 2012, assunta su proposta dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Giovanni Boitano e pubblicata di recente sul Bollettino regionale. Per la Liguria si tratterebbe di una prima volta, che avrebbe il doppio effetto da un lato di disporre di case "calmierate" da immettere sul mercato - laddove il fabbisogno di alloggi mancanti è stimato in circa 7mila – dall'altro di valorizzare proprietà pubbliche e private investendo i fondi messi a disposizione da Cassa depositi e prestiti Sgr.
L'avviso è teso a mettere a fuoco il complesso di iniziative percorribili, da attuarsi tramite lo strumento finanziario dei fondi immobiliari chiusi. L'insieme selezionato potrà essere oggetto di una proposta a regia regionale da presentare sul mercato degli investitori istituzionali.

Possono rispondere all'avviso soggetti pubblici e privati proprietari (o titolari di altri diritti reali da cui derivi la disponibilità degli immobili) di aree e/o edifici papabili per l'attuazione di iniziative, suscettibili di edificazione o trasformazione, come anche interi stabili già costruiti o in corso di realizzazione, ancora inutilizzati o invenduti.
Le proposte. Si può manifestare interesse rendendosi disponibili alla cessione delle aree/immobili (anche alloggi in costruzione o invenduti), oppure alla sottoscrizione di quote dell'eventuale fondo immobiliare mediante apporto – totale o parziale – delle aree/immobili oggetto della proposta o, ancora, con altre forme di partecipazione imprenditoriale e/o finanziaria. Le imprese di costruzioni, ad esempio, potrebbero dare il proprio ok con l'impegno a realizzare a condizioni economiche predeterminate l'intervento costruttivo sulle aree oggetto di cessione e/o conferimento.
Le proposte si devono fondare su: disponibilità delle aree/immobili; conformità agli strumenti urbanistici vigenti o avvio della procedura di variante attraverso il provvedimento di adozione; classe energetica di progetto non inferiore alla "B"; quota di alloggi sociali non inferiore al 51% della complessiva consistenza delle singole iniziative.

Diversi gli elementi considerati qualificanti: dimensione degli interventi tale da consentire l'economicità di gestione degli immobili; opportune ricadute sulla riqualificazione urbanistica e sociale dei quartieri ove le iniziative sono collocate; sostenibilità economico finanziaria che, con riferimento ad una durata degli investimenti fino a 25 anni, sia compatibile con un rendimento calmierato atteso di circa il 3% oltre l'inflazione, tenuto conto dei costi di realizzazione e di gestione attesi e dell'andamento del mercato immobiliare delle vendite e delle locazioni; quota di alloggi in locazione a canone moderato (ai sensi dell'art. 15 della Lr 38/2007) superiore al 20% del totale; maggioranza di alloggi sociali nel mix abitativo e funzionale delle iniziative immobiliari, con punteggio aggiuntivo se gli alloggi rimangono con tale formula per almeno 15 anni; recupero edilizio; dotazione di servizi; sviluppo di partenariati locali; individuazione di di modalità di gestione per tutta la durata dell'investimento.

Per l'analisi finale la Regione attiverà un gruppo di lavoro. Si è seguita la stessa via per il lancio del bando, con il coinvolgimento di Anci, Ance, mondo delle cooperative edilizie, settore regionale Programmi urbani complessi, agenzia regionale Arred.


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