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L'avvio grazie a 10 miliardi di Cassa depositi e prestiti, prima applicazione su abitazioni ad alto standard energetico

Giorgio Santilli

Arriva alla conclusione il lavoro svolto nelle scorse settimane al tavolo tra Abi, Ance, Cdp e ministero dello Sviluppo economico

Si stringono i tempi per i casa-bond che qualcuno ha già ribattezzato Passera-bond, per l'attivismo di fine mandato del ministro dello Sviluppo economico: l'obiettivo è garantire alle banche, tramite l'emissione di covered bond destinati a investitori istituzionali con capofila la Cassa depositi e prestiti, una decina di miliardi di euro di raccolta a medio-lungo termine (da 15-20 anni) da destinare esclusivamente a mutui casa per le famiglie.

La garanzia aggiuntiva sui bond, il tratto peculiare che rende questi strumenti prevista dalla legge 130/1999 più sicuri e ne contiene i rendimenti, sarebbe fornita dal trasferimento delle stesse garanzie ottenute dalla banca sul patrimonio immobiliare mutuato.

Sarà sancito anche un forte vincolo negli impieghi perché le risorse andrebbero destinate a mutui per abitazioni con standard edilizi ed energetici elevati. È questa, infatti, la soluzione individuata per chiudere un accordo a quattro al tavolo riavviato circa un mese fa fra ministero dello Sviluppo economico, Cassa depositi e prestiti, Associazione bancaria Italiana (Abi) e Associazione nazionale costruttori edili (Ance), per trovare una soluzione al crollo dei mutui casa.

L'ultimo incontro di venerdì, presieduto personalmente dal ministro Passera, ha dato appuntamento a giovedì o venerdì prossimi per definire l'intesa, dopo che i tecnici avranno messo a punto le soluzioni agli ultimi nodi regolamentari.

Si è convenuto di passare immediatamente alla fase operativa, non essendo necessario alcun intervento legislativo. A breve arriverà quindi l'annuncio di un primo bond multibanca che dovrebbe essere sottoscritto in primo luogo da Cdp e poi da investitori istituzionali come fondi pensione, fondi immobiliari,compagnie assicurative.

Alla Cdp, rappresentata venerdì dal direttore generale Matteo Del Fante, il compito di mettere insieme gli investitori disposti a sottoscrivere il nuovo strumento, con l'obiettivo di rilanciare anche il mercato dei covered bond in Italia. Soddisfazione del presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, che venerdì ha ribadito la necessità di fare presto.

Il tavolo era nato infatti da un dibattito lanciato dal «Sole-24 Ore» proprio per porre rimedio alla riduzione di oltre il 50% dei mutui erogati nel 2012 dagli istituti di credito alle famiglie per l'acquisto dell'abitazione e alla drammatica situazione del settore dell'edilizia che si è visto paralizzato il mercato immobiliare (nel 2012 c'è stato un altro crollo del 24% delle compravendite) e ridotto anche il credito erogato direttamente alle imprese.

Fonti ministeriali raccontano che, oltre ad aver individuato la soluzione al problema mutui nel covered bond, il tavolo di venerdì ha anche deciso di verificare presso Bce e Bankitalia se sia possibile destinare ai mutui casa e al rilancio degli investimenti in edilizia (ma il presidente di Cdp Franco Bassanini aveva avanzato una proposta analoga per gli investimenti in infrastrutture) una parte della liquidità trasferita al sistema bancario dalla Bce con le operazioni Ltro. Il dubbio è se quel tipo di emissione, a tre anni, quindi non considerata adatta dagli istituti di credito a sostenere impieghi di lungo periodo, possa essere considerata in qualche modo rinnovabile alla scadenza, in modo da garantire una raccolta a medio lungo periodo.

«Faremo un approfondimento con i regolatori bancari» dicono i tecnici ministeriali al tavolo, interpretando anche la volontà del ministro Passera.


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