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Sardegna al via con il bando per la Sgr del fondo, per le offerte c'è tempo fino a ottobre

Massimo Frontera e Gioia Sgarlata

Si avvia alla conclusione la stesura dei documenti di gara per le iniziative promosse dalle due amministrazioni regionali di Sardegna e Sicilia e finalizzate alla pubblicazione di un bando per selezionare il gestore di altrettanti fondi regionali per il social housing.

La Sardegna è ormai arrivata alla pubblicazione. La procedura per la selezione del gestore del fondo immobiliare per il social housing è stata curata dall'assessorato ai Lavori pubblici. I documenti di gara sono ormai definiti e si attende a giorni l'uscita sulla «Gazzetta» europea dell'avviso rivolto alle società di gestione risparmio. È già stata fissata una data per la scadenza della presentazione delle offerte: il 16 ottobre prossimo, con apertura delle buste due giorni dopo.
La durata del fondo è di 25 anni.

La Regione – che mette sul piatto 12 milioni di euro – ha già selezionato una lista di 16 iniziative pronte a partire per un costo complessivo di oltre 185 milioni di euro (valore che include le quote che vengono dai promotori, pubblici o privati, e dai sottoscrittori del fondo immobiliare). Le 16 proposte valgono complessivamente 903 alloggi.

Nella lista spiccano soprattutto tre iniziative. La prima è localizzata a Cagliari e promossa dallo stesso Comune. L'investimento complessivo è stimato in quasi 55 milioni, di cui oltre 39 milioni a carico del fondo immobiliare e solo 15,7 sotto forma di investimento del promotore. A Quartu Sant'Elena (sempre nel cagliaritano) il Comune, insieme ad altri operatori pubblici e privati ha promosso un intervento dal costo di 27 milioni (di cui 11 a valere sul fondo immobiliare) per realizzare 216 alloggi, di cui 160 destinati all'housing sociale e il resto per il mercato libero. Il terzo intervento di dimensione consistente è a Oristano ed è promosso da un'immobiliare privata, la Oristano Res Investments. L'intervento ammonta a 25,5 milioni (di cui 20,5 a carico del fondo immobiliare e solo cinque milioni messi sul piatto dal promotore). Il progetto è di realizzare 110 alloggi, di cui 88 destinati al social housing.

Intanto anche la Sicilia compie un nuovo passo avanti per la realizzazione del piano casa e la creazione di un fondo immobiliare regionale. Dieci giorni fa la Giunta ha approvato il regolamento attuativo della legge regionale 1/2012 per la riqualificazione urbanistica che recepisce alcuni articoli del decreto legge 112/2008 (istitutiva del piano casa nazionale per il social housing).
Il documento, dà attuazione al programma da realizzare attraverso partnership pubblico-private (all'articolo 11, comma 5, del decreto legge) e all'istituzione del Fondo immobiliare regionale (all'articolo 5 della legge regionale 1/2012). Trenta i milioni di euro messi a disposizione dalla Regione a cui sono da aggiungere circa 20 milioni della Cassa depositi e prestiti.

Attraverso l'acquisizione del valore degli immobili e l'effetto moltiplicatore che l'iniziativa avrà sul tessuto economico regionale, stando ai conti della Regione, saranno disponibili complessivamente circa 80 milioni che, «opportunamente investiti – assicurano dagli uffici – potranno produrre fino a circa 800 unità immobiliari».

Un progetto che porta la firma di tre assessorati regionali: quello alle Infrastrutture retto da circa un mese dal noto costruttore e leader dell'Ance catanese Andrea Vecchio; l'assessorato al Bilancio; e quello al Territorio e ambiente. Dopo l'approvazione in Giunta, il regolamento attuativo è ora all'attenzione della Commissione legislativa all'Ars mentre gli uffici sono al lavoro per definire i bandi da pubblicare sulla «Gazzetta Ufficiale»: l'avviso per la gestione del Fondo immobiliare siciliano (che avrà durata venticinquennale) ma anche il bando di pertinenza dell'assessorato regionale alle Infrastrutture per convogliare le proposte da parte dei Comuni e avviare la graduatoria di finanziamento.

Una corsa contro il tempo, visto l'orizzonte limitato dell'attuale governo regionale. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo (indagato per voto di scambio), ha annunciato le dimissioni e l'esecutivo resterà operativo fino a ottobre, quando si dovrebbe andare a nuove elezioni.
«Il decreto interassessoriale per il Fondo immobiliare è già pronto – assicura l'assessore al Bilancio Armao – ed è stato inviato per la pubblicazione in "Gazzetta". Subito dopo, ci sarà il bando per l'individuazione della Società di gestione del risparmio». «Anche per il bando di nostra competenza è questione di giorni – aggiunge Vecchio – poi dipenderà dai Comuni che dovranno interloquire con i privati e accelerare i tempi per la selezione delle partnership».

Ma cosa prevede il regolamento attuativo approvato dalla Giunta? Intanto che sia destinata a edilizia residenziale sociale almeno il 51% della superficie complessiva (percentuale che aumenta in caso di investimento pubblico in conto capitale con un punto in più per ogni punto percentuale di incidenza dell'investimento pubblico sul costo totale del progetto).
Gli aspetti fondamentali restano, comunque, il ricorso agli strumenti del partenariato pubblico-privato (Ppp) e la localizzazione dei nuovi edifici consentiti nelle zone a prevalente destinazione residenziale "A", "B" e "C" ma anche in edifici non più utilizzati, ubicati nelle zone "D" e assolutamente vietati nelle zone a verde agricolo.

Ai fini della collocazione in graduatoria dei progetti, il regolamento stabilisce, inoltre, i principi che regoleranno l'avviso pubblico destinato a Comuni e privati e alle Ppp locali, annunciando che saranno privilegiati i progetti con «un elevato grado di cantierabilità che intervengono in zone in stato di degrado sociale e sono capaci di integrarsi con programmi comunali per edilizia sociale, nonché con i piani di valorizzazione del patrimonio pubblico». I Comuni potranno, inoltre, operare in deroga alle previsioni quantitative e alle destinazioni d'uso attraverso: «la sostituzione edilizia di manufatti; l'inserimento di edifici con destinazioni connesse e complementari alla residenza; l'inserimento, accanto alle funzioni abitative, di funzioni di servizio alla persona».
Previste premialità volumetriche fino al 30% (esclusi: edifici abusivi o realizzati in aree a inedificabilità assoluta, a meno che sanate). Anche la scelta dei partner privati seguirà la strada dell'evidenza pubblica con appositi bandi.


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