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Miracolo ad Ascoli: l'alta finanza sposa il co-housing di provincia

Massimo Frontera

Un micro progetto promosso da una Fondazione per rivitalizzare il centro storico sarà conferito in un fondo immobiliare di social housing gestito da Investire Immobiliare Sgr

Social housing con spazi e servizi condivisi destinato a giovani coppie per rivitalizzare un centro storico in declino anagrafico. Un'operazione chirurgica di "innesto sociale" che ha trovato la quadra con la redditività finanziaria richiesta da un fondo immobiliare. Il fondo in questione è Hs Italia Centrale. Si tratta di uno dei fondi gestito da Investire Immobiliare Sgr, la società di gestione di Banca Finnat (della Famiglia Nattino), un big nel settore dei fondi immobiliari chiusi. L'immobile è già a reddito ed è pronto per essere conferito nelle prossime settimane.

Tutto questo non succede in una grande città, ma ad Ascoli (circa 50mila abitanti). L'iniziativa "Abitiamo insieme Ascol i" nasce dalla Fondazione Cassa di risparmio di Ascoli e dal suo presidente, Vincenzo Marini Marini.
Quello di Ascoli non è un intervento di grandi numeri. È piuttosto una micro-operazione modello per i piccoli centri storici dove i valori immobiliari scacciano i giovani a favore di investitori o acquirenti di seconde case. Per invertire la tendenza, Fondazione Carisap insieme a Fondazione Housing Sociale ha studiato un progetto sociale ad hoc. Con due bandi sono state selezionate 17 giovani coppie (max 68 anni in due e con figli di max 5 anni) da insediare in altrettanti appartamenti (bilocali e trilocali) di un ex convento in pieno centro storico, ristrutturato appositamente.

La fondazione ha rilevato l'immobile da un'impresa che lo stava riconvertendo. Costo totale 6,5 milioni. Il cuore del progetto sta negli spazi comuni, con relativi oneri e benefici comuni: una sala hobby per il fai-da-te, un ampio spazio per bambini e una sala per incontri ricavata nella ex chiesa.

Non solo. «Volevamo che la comunità fosse anche aperta al quartiere e alle iniziative della città, delle associazioni di volontariato e del terzo settore – dice Marini Marini –. Nella selezione, abbiamo scelto le coppie con una propensione alla vita di comunità. Una coppia è stata anche sfrattata per morosità, e un'altra è subentrata».


Dal progetto "Abitiamo insieme Ascoli" è nata un'associazione omonima che gestisce e promuove le attività di contatto e apertura della comunità alla vita della città. Il civico di Corso di Sotto, n. 10 è diventato un punto di riferimento per varie attività, dal festival della musica da camera ai seminari sull'assistenza domiciliare.
L'insediamento degli inquilini (in affitto per massimo 12 anni) è stato completato tra il 2009 e il 2010. Oggi ci sono 10 bambini, di cui quattro nati "nella nuova casa". Altri tre bimbi arriveranno entro dicembre.

«Paradossalmente – osserva Marini Marini – la crisi economica ci ha aiutato, facendo riscoprire i vantaggi di una vita meno individualista: è come se stessimo tornando allo spirito del dopoguerra; se non si soffrisse per la crisi, questa cosa non si sarebbe potuta realizzare».


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