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Arriva la «squadra» di Fondazione Housing Sociale (Cariplo): specialisti nelle analisti tecnico-economiche dei progetti

Massimo Frontera

Intanto si attende la norma che consentirà al Fondo Investimenti per l'Abitare di Cdp Investimenti Sgr di salire fino al 60% nei fondi locali.

Aumenta il coinvolgimento finanziario della Cassa depositi e prestiti nei programmi di social housing, promettendo di sbloccare molte iniziative che, in tempo di crisi, non trovano capitali privati disponibli a finanziarle.
E intanto si irrobustisce la struttura di Cdp Investimenti Sgr, gestore del maxi-fondo di 2 miliardi (Fia - Investimenti per l'Abitare) nato per promuovere gli alloggi economici. In programma ci sarebbe anche una robusta tranche di iniziative che sarà sbloccata nel primo cda utile a giugno.

Cdp Investimenti Sgr sta formalizzando in questi giorni l'ingresso in blocco di professionalità specializzate nella valutazione delle iniziative immobiliari, sotto il profilo tecnico-economico e finanziario. La squadra di otto risorse proviene da Fondazione Housing Sociale (Fondazione Cariplo) nata per promuovere il social housing dentro e fuori il mondo delle fondazioni di origine bancaria.
Di fatto, Fhs si svuota del suo cuore "finanziario" e lo porta in dote alla Sgr di Via Goito, che raggiunge un organico di 27 persone. Tutte le professionalità resteranno fisicamente nella città di Milano.
Il nuovo nome di punta che fa ingresso in Cdp Investimenti Sgr è quello di Sergio Urbani (consigliere delegato di Fhs), che assume il ruolo di condirettore della Sgr con delega sulla strategia e le relazioni istituzionali. Urbani affianca l'attuale direttore generale Marco Sangiorgio.
Il nuovo assetto operativo riflette anche una mutata compagine del cda, che perde la figura dell'amministratore delegato. Presidente della Sgr resta Matteo Del Fante (attuale direttore generale di Cdp).

La novità si incrocia anche con il cambio delle "regole del gioco" dell'edilizia privata sociale. È infatti imminente la norma di legge (attesa nel piano città annunciato dal governo) che consente a Cdp Investimenti Sgr di salire al 60% nell'equity dei fondi locali, superando l'attuale tetto del 40 per cento.
Da una parte, la norma faciliterà l'avvio delle iniziative, grazie al maggiore cash fornito da Cdp. Dall'altra, però, correggerà sensibilmente l'effetto moltiplicatore degli investimenti. Se infatti i due miliardi di Cdp significavano un investimento finale di 5 miliardi nell'edilizia, la nuova norma finirà con il ridimensionare quest'ultimo valore (anche in termini di alloggi). Un esempio: restringendo il campo all'attuale disponibilità residua di circa 1,55 miliardi del maxi-fondo, il convoinvolgimento della Sgr al 60% dei fondi locali si tradurrebbe in un volume complessivo di quasi 2,6 miliardi.

Cifra significativamente inferiore ai quasi 3,9% miliardi calcolati con un impegno al 40% di Cdp. In ogni caso, l'operatività della norma non sarà immediata. È infatti condizionata al consenso dei quotisti del maxi-fondo (delibere di assemblea e cda) e a una modifica del regolamento. Dovrebbe essere anche possibile utilizzare la norma non solo sui nuovi fondi, ma anche sui quelli già sottoscritti dal fondo di Cdp.

Ma il vero guadagno prodotto dal doppio cambio di marcia si misurerà sui tempi, che promettono di essere più brevi, sia nella fase di istruttoria, sia – soprattutto – nel "fund raising" a livello locale. La difficoltà nel trovare investimenti privati sul territorio è stato l'ostacolo che, in tempi di crisi, maggiormente ha frenato le iniziative di sviluppo. È prevedibile anche una maggiore concorrenza nei progetti.

Il maxi-fondo Investimenti per l'Abitare ammonta a 2,028 miliardi di euro. Il Cda ha finora deliberato investimenti per 478 milioni di euro (di cui solo 144 milioni in modo definitivo), in 14 fondi locali. Secondo indiscrezioni, nel prossimo cda di giugno, l'impegno salirà complessivamente a circa 500 milioni, con l'ok a progetti in Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.


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