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Napoli, Comune e Romeo chiudono il contenzioso

Brunella Giugliano

Il Comune conta di incassare 100 milioni entro il 2012, di cui il 25% subito fruibili. Sul mercato ci sono 10mila case di Erp, di cui 7mila pronte per essere alienate, ma l'obiettivo è di procedere nell'arco dell'anno ad oltre 2.800 rogiti. Il costo degli appartamenti oscillerà tra i 36mila e gli 80mila euro per 100 metri quadrati

Quasi tremila alloggi venduti entro l'anno e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico: è questo il risultato dell'accordo fra il Comune di Napoli e la Romeo Gestioni Spa, società che dal 1990 gestisce i beni immobili dell'amministrazione. Dopo una complessa trattativa di quattro mesi, Palazzo San Giacomo e il gruppo immobiliare napoletano hanno firmato la transazione per chiudere un contenzioso iniziato nel lontano 2007. L'intesa prevede che entro il 2013 il Comune salderà alla Romeo 45 milioni di crediti accumulati per competenze arretrate su servizi resi. La società in cambio rinuncia ad ulteriori 5 milioni e cioè agli interessi maturati sul credito, ritirando l'ipoteca accesa su 104 immobili comunali.
«E' stata una trattativa in qualche modo obbligata - spiega il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris - perché c'era un contenzioso giudiziario rilevante e perché da tempo diciamo che il patrimonio immobiliare può essere una delle chiavi di volta del percorso politico di questa amministrazione». L'atto siglato prevede l'erogazione immediata di 18 milioni, suddivisi in due trance. Il debito si estinguerà poi completamente a dismissione avvenuta, per la quale il gestore si è impegnato ad assistere l'amministrazione in tutto il percorso. Il Comune conta di incassare 100 milioni entro il 2012, di cui il 25% subito fruibili. Sul mercato ci sono 10mila case di Erp, di cui 7mila pronte per essere alienate, ma l'obiettivo attendibile, in base agli attuali indici di vendibilità, è di procedere nell'arco dell'anno ad oltre 2.800 rogiti. Il costo degli appartamenti oscillerà tra i 36mila e gli 80mila euro per 100 metri quadrati. Due gli organismi creati ad hoc per realizzare gli obiettivi: una cabina di regia per le dismissioni, coordinata dal Capo di Gabinetto e un'unità organizzativa autonoma, anch'essa gestita dall'amministrazione. La mission finale, oltre che saldare il debito con il gestore, sarà quella di garantire nuove risorse alle casse comunali e abbattere gli oneri manutentivi, stimati in circa due milioni l'anno. Inoltre, è previsto un gettito Imu di 800mila euro.
«La città ne trarrà un doppio beneficio – spiega l'assessore al Patrimonio, Bernardino Tuccillo- Contribuiremo con le vendite delle case a tenere sotto controllo le imposte comunali, senza essere costretti ad aumentare l'addizionale Irpef e l'Imu. Inoltre daremo modo ai napoletani che lo vogliono di essere proprietari della casa dove abitano».
Ma non è tutto. Uno degli aspetti dell'accordo, che la Giunta comunale ha riconosciuto essere di strategico interesse sperimentale e collettivo, riguarda la ristrutturazione del "Borgo antica Dogana", un'operazione da 7 milioni che Romeo offrirebbe al Comune dopo oltre 20 anni di gestione del patrimonio (la concessione scade a dicembre 2012). Il piano prevede una radicale riqualificazione dell'area a ridosso del porto, con pedonalizzazione, sistemazione degli arredi urbani, creazione di una "piazza" di collegamento con l'area portuale, illuminazione, videosorveglianza e armonizzazione estetica. Il modello proposto è quello dell'Insula, già sperimentato in contesti come Barcellona e Londra e che rappresenta un nuovo modello di gestione: le tasse pagate dai residenti dell'Insula, infatti, serviranno a garantire i servizi all'interno dell'area stessa. I lavori potrebbero essere realizzati nell'arco di un anno. «Il progetto Insula - spiega Alfredo Romeo - risponde a rivoluzionari parametri di qualità ed economicità di una città moderna, efficiente e vicina ai suoi abitanti. Non a caso il prototipo ha già interessato i circuiti gestionali di altre grandi città europee».


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