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Toscana, gli sfratti per morosità fanno impennare la domanda di alloggi

SIlvia Pieraccini

Aumenta il bisogno di abitazioni "social" in Toscana, anche se la quota di case di proprietà è superiore alla media italiana: 84,2% contro l'81,6% nazionale. Ma per le 255mila famiglie toscane che pagano l'affitto (sociale, calmierato, concordato o di mercato) le difficoltà sono in aumento, come sottolinea – basandosi sulla dinamica degli sfratti negli ultimi dieci anni - il primo Rapporto sulla condizione abitativa appena realizzato dalla Regione Toscana e dall'Osservatorio sociale regionale. Dal 2001 al 2010 gli sfratti sono aumentati del 49% (da 3.287 a 4.906) ma, soprattutto, è cresciuto il peso di quelli per morosità (dal 61 all'89%) rispetto a quelli per fine locazione.

«E infatti a preoccupare è la qualità degli sfratti più che il numero – spiega l'assessore alle politiche per la Casa, Salvatore Allocca – perché oggi quasi 9 sfratti su 10 sono determinati da morosità, cioè da eventi traumatici per i quali non esiste più salvagente».
Le difficoltà dei cittadini si riflettono sulla domanda di social housing. In Toscana ci sono 24mila famiglie che hanno presentato domanda per vedersi assegnare una casa popolare (oggi quelle che vivono in alloggi Erp sono 49mila), e c'è «una richiesta forte», dice l'assessore, di case in affitto a canone calmierato da parte della cosiddetta "fascia grigia" che non ha i requisiti per accedere all'Erp, ma non ha neppure le disponibilità economiche per accedere al mercato libero degli affitti. A questa forte domanda non ha però fatto seguito una forte risposta, visto che gli alloggi a canone calmierato costruiti fino a oggi in Toscana sono appena 2.000. «Alle condizioni fissate dalla Regione Toscana l'housing sociale non è economicamente sostenibile», ripetono da anni cooperative e industriali edili puntando il dito sull'obbligo di applicare canoni di affitto abbattuti del 25% rispetto a quelli concordati a livello territoriale, a fronte di un contributo pubblico pari a circa il 30% del costo di costruzione.

Il risultato è che le politiche abitative regionali degli ultimi anni si sono concentrate sul finanziamento delle case popolari (l'ultimo intervento ha previsto la realizzazione o il recupero di 1.743 alloggi); sull'integrazione del contributo affitto statale previsto dalla legge 431/98 (che nel 2010 è stato ottenuto da 21.799 famiglie toscane); sulla creazione (nel 2012) di un fondo da quattro milioni per le famiglie vittime di sfratti per morosità "incolpevole" (licenziamenti, mobilità, cassa integrazione); sullo stanziamento di 45 milioni per il periodo 2010-2013 per sostenere l'affitto dei giovani che decidono di lasciare la famiglia d'origine. «Ma ora il Governo deve ricominciare a investire sulla casa», dice Allocca mostrandosi freddo sulla possibilità di finanziare case ad affitto calmierato: «È' una strada da seguire su richiesta dell'impresa – dice – ma in questo momento le imprese di costruzioni sono in crisi».


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