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Marche, la programmazione va avanti ma i soldi stanno finendo

Lorenzo Bordoni

Social housing: stop ai lavori. Le Marche sono costrette da quattro anni a questa parte a fare i conti con il sostanziale blocco dei cantieri per l'edilizia per le fasce più deboli. «Gli unici programmi che dal 2008 siamo riusciti a portare avanti sono solo progetti nazionali», spiega il dirigente del settore Edilizia privata, residenziale pubblica e sociale della Regione, Giorgio Girotti Pucci.
Sono quasi 8mila le domande di case a canone agevolato richieste dalla popolazione marchigiana. Un dato che si scontra con le poco meno di 2500 strutture programmate (2478) dall'Ente locale e, soprattutto, con le 758 unità realizzate fino ad ora. Una cifra che fa ancora più pensare ascoltando le parole del dirigente marchigiano: «Questi sono i numeri di quanto realizzato fino ad ora, anche se forse abbiamo un 20% di realizzato in più e non ancora registrato negli archivi della Regione. Ma per il futuro è tutto fermo visto che mancano i finanziamenti».

I piani per il social housing, in realtà, ci sono stati. Sono partiti nel biennio 2004 - 2005 e proseguiti nel triennio 2006 – 2008. Il primo piano è stato portato a termine mentre il secondo è ancora in essere, o almeno così dovrebbe essere nel caso si riuscissero a reperire i fondi. «Soprattutto negli ultimi anni abbiamo cercato di incentivare gli alloggi in locazione, anche definitiva, ricorrendo ai privati, mettendo noi come Regione solo un contributo minimo per riuscire comunque ad aumentare l'offerta abitativa – aggiunge Girotti -. Mentre per l'edilizia convenzionata cerchiamo di finanziarla solo con i canoni degli alloggi già pronti e utilizzati».
Il territorio delle Marche, insomma, è costretto a fare i conti con la crisi, anche per quanto riguarda l'edilizia sociale.

Eppure negli ultimi anni non sono mancate iniziative interessanti, almeno sul fronte privato. È nato un fondo immobiliare ad hoc per Marche e Umbria, promosso da privati con l'aiuto, in forma di sottoscrizione, di Cdp Investimenti Sgr, la società di gestione per il social housing di Cassa depositi e prestiti. L'obiettivo dell'iniziativa: arrivare a realizzare complessivamente circa 400 unità immobiliari tra le due regioni. «L'iniziativa non è però ancora partita, sono ancora nella fase costitutiva», aggiunge Girotti.
Per adesso gli alloggi in cantiere sono 503, in attesa che quanto stanziato dal recente accordo di programma col ministero delle Infrastrutture entri nella sua fase operativa. Sul piatto ci sono infatti più di 31milioni di euro (7,1milioni dal ministero, 8,1 dalla Regione, 8,1 dai Comuni e altri 8 dai privati) per il piano di edilizia abitativa. Una boccata d'ossigeno per far almeno ripartire il motore del social housing regionale. «Dal 2008 a questa parte, infatti, gli unici progetti che riusciamo a realizzare sono solo quelli cofinanziati a livello nazionale».


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