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Emilia Romagna, il piano regionale avanza ma gli alloggi non bastano

Lorenzo Bordoni

I numeri parlano di 1.093 alloggi realizzati (per 46,3 milioni di euro di finanziamenti pubblici emanati), 1.167 in cantiere assieme a ulteriori 608 posti letto (per 62,4 milioni) e 1.018 programmati (con ulteriori 82,4 milioni da spendere).

Difficile stabilire il reale fabbisogno abitativo per le fasce di reddito più basse in una regione ampia e sfaccettata come l'Emilia Romagna: secondo le graduatorie Erp del 2010, i richiedenti sono stati oltre 25mila ma oltre a questi bisogna poi prendere in considerazione coloro i quali hanno fatto richiesta del fondo sociale (oltre 52mila). In questo panorama si inserisce il lavoro della Regione che negli ultimi anni, in particolare dal 2007 in poi, ha portato avanti una politica diversificata sul fronte del social housing.

«Stiamo puntando in modo deciso sulla filiera dell'abitare – spiega l'assessore regionale alle Politiche abitative, Giancarlo Muzzarelli – questo perché la crisi dell'edilizia fa chiudere cantieri e aziende ed è invece importante promuovere il settore». Tra le iniziative più recenti (rinnovata il mese sorso ma attivata già per 400 nuclei negli ultimi due anni) il fondo per le giovani coppie per aiutare i giovani a uscire di casa e acquistarne una di proprietà. La Regione ha infatti messo a disposizione un contributo di 10mila euro per l'acquisto della casa, che sale a 13mila euro se l'alloggio è realizzato con tecniche costruttive rispettose dell'ambiente e del risparmio energetico e arriva fino a 15 mila euro per i nuclei con almeno un figlio.

Fondamentale anche l'incentivo «all'edilizia sociale degli Erp e gli affitti a canone calmierato che vanno a dare un sostegno alla cosiddetta fascia grigia della popolazione, quella che non è abbastanza povera per un alloggio popolare ne troppo ricca per pagare un intero affitto. Gli interventi di questo tipo messi in campo fino ad ora sono circa mille».

Diverse anche le iniziative al nastro di partenza. «Ci sono 4-5 progetti su cui stiamo lavorando dedicati proprio all'edilizia per le fasce più deboli», dichiara Muzzarelli. Tra questi c'è il progetto dei fondi immobiliari per il sostegno all'edilizia residenziale sociale. Un'iniziativa che ha come obiettivo la realizzazione di interventi immobiliari a condizioni più convenienti di quelle di mercato. La Regione Emilia-Romagna, con l'intervento delle fondazioni bancarie in raccordo con le autonomie locali, ha costituito fondi immobiliari chiusi che prevedono la realizzazione di investimenti nel settore dell'edilizia residenziale. «Abbiamo attivato un tavolo con il sistema bancario alcuni mesi fa per trovare un accordo con le fondazioni e far partire i cantieri. Il nostro obiettivo è di cofinanziare interventi edilizi: la Regione ci metterebbe una quota che va dal 30 al 60per cento e loro la copertura per la quota restante - conclude Muzzarelli -. Per ora il confronto è stato abbastanza positivo, speriamo a breve di chiudere un accordo definitivo».


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