Casa Fisco Immobiliare

Allarme Federcasa: con l'Imu niente più risorse per le manutenzioni ordinarie e straordinarie

Massimo Frontera

L'applicazione della nuova tassa comunale alle aziende casa regionali si tradurrà in un congelamento degli investimenti previsti per le manutenzioni ordinarie e straordinarie

Federcasa (l'associazione dei 107 ex-Iacp d'Italia) fa i conti con l'Imu e lancia l'allarme: l'introduzione della nuova tassa immobiliare causerà ripercussioni pesanti su cittadini e imprese. L'associazione sta approfondendo i possibili scenari della novità, perché la tassa varia in funzione dell'aliquota scelta da ciascun comune. Ma «in via prudenziale - fanno sapere da Federcasa - c'è una cifra di almeno 150 milioni che può facilmente salire a 200 con l'innalzamento delle aliquote». Gli uffici tecnici stanno mettendo a punto questo dato, con le sue articolazioni sul territorio, ma l'ordine di grandezza è tale che avrà certamente un impatto sul mercato dell'edilizia per tante piccole e medie imprese, aggravando la crisi delle costruzioni. Ovviamente a pagare saranno anche gli inquilini, che dovranno attendere a tempo indeterminato le manutenzioni ordinarie e straordinarie.
«La nuova imposta municipale sulle abitazioni nell'attuale norma sperimentale dal 2012, se non corretta, costituisce un fortissimo attacco al permanere dell'edilizia sociale nel nostro Paese», esordisce Ettore Isacchini, presidente di Federcasa. «Con questo provvedimento - precisa - la politica abitativa sociale andrebbe in default. Il totale degli oneri fiscali cui sono sottoposti, infatti, impegnerebbe oltre la metà dei canoni di affitti, peraltro fissati per legge, impedendo perfino di svolgere ogni pur necessaria attività di manutenzione ordinaria, che interessa quasi 800mila alloggi, nei quali abitano 2 milioni e 200mila persone, che rappresentano le fasce sociali più deboli».
Peraltro, l'introduzionde dell'Imu a carico delle aziende casa, ha il sapore di una beffa. Appena nel 2008, dopo una battaglia durata anni, gli ex Iacp avevano finalmente strappato al governo l'esenzione dell'Ici degli alloggi da loro gestiti (in quanto è stata riconosciuta l'equiparazione degli alloggi Alter alle prime case). Ma la soddisfazione è durata poco. L'introduzione dell'Imu ha azzerato tutto, prospettando a metà giugno, prima rata prevista per l'Imu, un pesante "salasso".
«Con questo cappio al collo - conclude osserva Isacchini - anche ogni timida prospettiva di crescita Italia sarebbe una inutile declamazione retorica. Non favorisce affatto il rilancio di un comparto strategico, come l'edilizia, nel cui contesto quella popolare, come nel passato, proprio per la sua funzione sociale, dovrebbe costituire un volano virtuoso per innescare un processo di crescita».
L'unica buona notizia è l'approvazione, lo scorso giovedì alla Camera - di un ordine del giorno firmato Vincenzo Gibiino (Pdl) che «impegna il Governo a disporre modifiche alla legislazione vigente, tali da conferire e confermare un valore sociale agli alloggi popolari e agli Enti che li gestiscono, prevedendo, alla luce di quanto descritto, l'esenzione dell'IMU per gli ex Istituti Autonomi Case popolari».


© RIPRODUZIONE RISERVATA