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Ora le Regioni devono trovare altri cofinanziatori, pubblici o privati

Massimo Frontera

Con questa assegnazione di 116 milioni di euro, è esaurita la dotazione statale «appostata»sul capitolo di bilancio 7440 per finanziare il piano casa nazionale

Arrivano gli ultimi fondi statali per il piano nazionale di social housing. Le risorse sono state ripartite da un Dm Infrastrutture-Tesoro pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 18 febbraio scorso. Si tratta di 116,2 milioni di euro che il Governo aveva intenzione di aggiungere in dote ai programmi Regionali già finanziati con una prima tranche di 378 milioni. Le risorse rappresentano gli ultimi fondi del piano casa.
Con questa ultima assegnazione di risorse, è stato toccato letteralmente il "fondo" del capitolo di bilancio 7440 dedicato al sostegno del piano nazionale per l'housing sociale. In poco meno di 4 anni dalla sua nascita (nel giugno 2008) il maxi-programma ha assegnato tutti i circa 850 milioni di euro che erano stati "appostati" sul piano casa, facendoli convergere da varie altre misure.
Questa ultima tranche di 116 milioni è stata ripartita tra tutte le Regioni, con la sola eccezione di Trento e Bolzano (escluse dal nuovo regime di rapporti finanziari tra lo Stato e le due Province autonome). Più precisamente: le risorse ripartite alle due Province nordestine sono state individuate (in di 3,6 milioni) ma «rese indisponibili». Il riparto ha premiato principalmente Lombardia (16,8 milioni), Campania (12,7), Lazio (11,8) e Piemonte (10,1).
Da questa dote statale concessa a ciascuna Regione si attende un significativo effetto moltiplicatore, sia per il cofinanziamento chiesto alle stesse Regioni, ai comuni e agli ex-Iacp, sia soprattutto per il coinvolgimento dei privati nelle iniziative edilizie.
Un precedente analogo riparto di risorse avvenuto a marzo 2010 ha infatti riscosso l'ampia adesione di cofinanziatori pubblici e privati. Infatti, i 378 milioni di soldi statali hanno raccolto altri 461 milioni di fondi pubblici (arrivati da Comuni, Regioni ed ex Iacp) e ben 2,1 miliardi di fondi privati, consentendo di mettere sul piatto un budget complessivo di quasi 3 miliardi per realizzare interventi (approvati dal Cipe) per quasi 17mila alloggi. Se questo "effetto moltiplicatore" venisse replicato nelle stesse proporzioni, i 116 milioni potrebbero diventare quasi 900, con il concorso di altri fondi pubblici e privati.
Il grande concorso di operatori privati si spiega anche con la possibilità di realizzare le residenze per il social housing anche con lo strumento del project finacing e con le procedure della legge obiettivo per le grandi opere. A beneficiare delle procedure veloci è l'intero programma edilizio promosso dal privato, anche se la componente di alloggi sociali sono solo una parte dell'iniziativa immobiliare (non è così per il finanziamento statale, che viene concesso invece per le sole residenze economiche). Altre modalità di attuazione vede coinvolti gli ex Iacp e le cooperative di abitazione.


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