Casa Fisco Immobiliare

Mix tipologico e coinvolgimento di operatori privati

Maria Chiara Voci

Previste 399 nuove costruzioni e 452 da recuperare: dai costruttori 111 milioni

La parola d'ordine, che caratterizza tutti gli interventi, è "mix". Un mix di risorse, innanzitutto, che affiancano (alle quote erogate per il Piemonte dal piano casa nazionale) contributi regionali e privati, reperiti con mutui o, in certi casi, attraverso il ricorso a fondi per il social housing. Ma anche un mix di tipologie abitative, che intrecciano alla locazione sovvenzionata, quella agevolata (anche con promessa finale di vendita) e convenzionata (senza contributo pubblico) e l'edilizia per il libero mercato. Il tutto integrato con destinazioni per il commercio, l'artigianato, il terziario e i servizi alla città, dall'asilo alla palestra di quartiere.
Si basa su una strutturazione complessa (che però, proprio per questo, garantisce operazioni di riqualificazione ampie e davvero incisive per il territorio), l'accordo di programma predisposto dal Piemonte per l'utilizzo delle quote in arrivo dal piano nazionale di edilizia residenziale. In tutto, un finanziamento di poco più di 32,8 milioni, che fanno da volano a 111,6 milioni d'investimenti privati, si aggiungono a 8,1 milioni di spesa pubblica per le urbanizzazioni e s'intrecciano con 15,6 milioni, già previsti dalla Regione per alloggi sul programma casa.
IL METODO
Per distribuire il contributo in arrivo da Roma, il Piemonte ha predisposto un bando ad hoc nell'agosto 2010, con una programmazione parallela, ma coordinata rispetto alle azioni del maxiprogramma casa della Regione "10mila alloggi entro il 2012", avviato dal 2007, giunto al terzo biennio (che sarà ora ritardato per via dei tagli al bilancio regionale). «L'avviso – spiegano i tecnici della Divisione Edilizia – strutturato su base regionale e non provinciale, era riservato ai Comuni con più di 15mila abitanti e ad alta tensione abitativa, per evitare di disperdere a pioggia i fondi su tante micro-operazioni. D'altra parte, però, per evitare un'eccessiva concentrazione, si è stabilita una dimensione minima e massima del contributo, da due a cinque milioni».
GLI INTERVENTI
Quelli che hanno ottenuto un finanziamento certo, sono nove (su un totale di 34 offerte presentate e di 21 ammissibili). Si va da Torino e cintura ad Alessandria, da Tortona a Fossano, da Cuneo a Verbania: le iniziative sono promosse per la metà da un soggetto pubblico (Comune o Agenzia per la casa) e per il resto da cooperative o imprese edili. Se il Governo ridistribuirà i 116 milioni destinati all'housing sociale, gli uffici di via Lagrange a Torino riusciranno, inoltre, a completare il finanziamento di Tortona e a scendere in graduatoria.
Le nove operazioni già coperte da finanziamento prevedono, complessivamente, 318 alloggi di nuova costruzione e 425 recuperati, di cui 334 sul libero mercato. Dei 111 milioni di risorse private, la gran parte sarà spesa per edilizia abitativa (72 milioni): gli operatori realizzeranno anche 162 unità da cedere a prezzo convenzionato, mentre 35,5 milioni saranno destinati a terziario. Fra le iniziative più interessanti, spicca a Settimo Torinese il recupero promosso dal Comune della fabbrica di via Leinì, in cui lavorava Primo Levi. Ad Alessandria, il progetto promosso dall'Atc in via della Santa è un perfetto mix: a completamento di un quartiere dove già in passato erano atterrati programmi di recupero urbano, saranno realizzati 50 alloggi con fondi del piano nazionale e 56 del programma casa, più 24 privati.
I CRITERI
«L'esperienza da cui si è partiti per l'utilizzo di questa partita di fondi nazionali – spiega il vicepresidente della Regione, con delega all'Edilizia, Ugo Cavallera – è stata quella dei contratti di quartiere. Un pregresso importante, che ha permesso ai nostri uffici di affinare la gestione di programmi complessi ». Come indicato nei requisiti del bando, la prima scelta – fondamentale – è stata quella di concentrare le risorse non su iniziative puntiformi, ma su programmi integrati ampi, con una pluralità di interventi pubblico-privati, capaci di proporre un ridisegno di intere zone urbane.
Obbligatoria era, inoltre, la compresenza nei piani d'investimento privati di un mix con l'edilizia sociale, non al di sotto del 50% della capacità insediativa totale. Le aree proposte, infine, dovevano essere localizzate su siti ex industriali o già in parte edificati e consentire il completamento di un quartiere: la graduatoria prevedeva una premialità nel caso di intreccio dei fondi con iniziative ammesse a finanziamento nel programma casa. La sostenibilità e la qualità delle costruzioni fa, infine, riferimento al protocollo sintetico Itaca, approvato dal Piemonte.
I TEMPI
Entro la fine dell'anno, dopo la firma e il visto al decreto da parte della Corte dei conti, il piano potrà finalmente diventare realtà. Dalla comunicazione di esecutività sono, infatti, previsti 180 giorni per la sottoscrizione di un protocollo d'intesa, fra la Regione con ogni singolo proponente. Altri 180 giorni saranno poi il termine per l'inizio lavori.
5 – Le precedenti puntate:Sicilia (n. 42) , Lombardia (n. 43) , Campania (n. 44) e Liguria (n. 46) .


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