Casa Fisco Immobiliare

Definanziata la Sgr del Demanio, le risorse passano al social housing

Massimo Frontera

Il ministero delle Infrastrutture scova una nuova tranche di risorse per rifinanziare gli accordi di programma regionali. E intanto va avanti l'istruttoria dei piani finanziati da con 377,8 milioni di euro che il Governo ha messo a disposizione per gli alloggi a basso costo.

È ufficiale: dei 377,8 milioni statali che il Governo ha messo a disposizione per realizzare alloggi a basso costo, neanche un euro verrà speso per contrastare l'emergenza abitativa a Roma. La capitale d'Italia – e dell'emergenza casa – salta il turno e resta alla finestra. Ovviamente, l'amministrazione capitolina ha le sue iniziative in corso – è stata da poco aggiudicata la gara per realizzare 555 alloggi nella periferia di Pietralata (si veda «Edilizia e Territorio» n.38/2011) – ma perché rinunciare in partenza a 38,6 milioni di fondi statali (più 6,4 di cofinanziamento regionale) per l'emergenza casa? Ma andiamo con ordine.
Lo scorso 25 ottobre la giunta della Regione Lazio approva il programma di edilizia abitativa indicando risorse e obiettivi – 618 alloggi (metà pubblici e metà privati) – e mettendo insieme un pacchetto di 77,6 milioni (38,6 statali, 6,4 regionali, 32,2 privati e il resto di Comuni) e lo stesso giorno lo spedisce al ministero delle Infrastrutture, che lo sta passando al setaccio.
Ebbene, in quel programma, Roma non c'è. Un ristrettissimo numero di programmi proposti da privati nella capitale non hanno passato l'istruttoria regionale. Nessun progetto è stato proposto dal Comune.
«Indubbiamente è stata persa un'occasione e dispiace vedere che accade in questa difficile fase per l'economia», si rammarica Eugenio Batelli, presidente dei costruttori romani. Ma perché i privati hanno snobbato questa opportunità? «I costruttori non hanno fatto proposte perché ormai a Roma non ci sono aree edificabili idonee. Se ci sono le aree, qualcosa si inventa, altrimenti no», è la risposta del presidente dell'Acer.
Va ricordato che il Lazio fa parte del gruppetto di Regioni ritardatarie che hanno perso il primo treno messo a disposizione dal piano casa nazionale e cercano di recuperare il tempo perduto. Nella stessa situazione del Lazio ci sono anche Calabria, Abruzzo, la Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta.
ALTRI 116 MILIONI
C'è comunque una buona notizia, sia pure sottoposta alle incertezze di un'eventuale crisi di Governo. Stanno per arrivare alle Regioni altri 116,2 milioni attuare le "linee" del piano casa nazionale, risorse che si trovano sull'apposito capitolo di bilancio del ministero delle Infrastrutture (7440) e che stanno appunto per essere impegnate.
L'istruttoria è in fase avanzata da parte degli uffici tecnici dei due dicasteri coinvolti – Infrastrutture ed Economia – e il decreto interministeriale dovrebbe vedere la luce entro l'anno. La maggior parte delle risorse – 100 milioni circa – deriva dal definanziamento di un vecchio progetto che vedeva protagonista l'agenzia del Demanio. Gli altri 16 milioni, sono di economie varie.
La cosa positiva è che già ora le Regioni sanno la quota che gli verrà attribuita. È stato infatti concordato di applicare lo stesso criterio di riparto applicato per "spartire" la precedente tranche di 377,8 milioni di euro. Dunque, ogni Regione (e Provincia autonoma), sa di poter contare su un'ulteriore 31% circa rispetto a quanto già ricevuto. Non solo.
VIA LIBERA AI BANDI
C'è poi un'altra buona notizia, che riguarda appunto la precedente tranche di 377,8 milioni già ripartiti, limitatamente ai programmi già sottoscritti dalle prime 14 Regioni lo scorso 19 ottobre (si veda «Edilizia e Territorio», n. 40/2011). Il Ministero ha infatti dato il nulla osta ai soggetti attuatori – comuni, Province o Ater/Aler – per pubblicare i bandi. E questo anche se manca ancora la firma al Dpcm che rappresenta l'ultima tappa della procedura. Di più. Le stazioni appaltanti possono spingersi fino all'aggiudicazione provvisoria, che potrà diventare definitiva quando l'ente incasserà l'anticipo dei fondi statali.
Il meccanismo dell'erogazione è il seguente: con decreto delle Infrastrutture verranno erogati la prima tranche del 40% di fondi statali entro 30 giorni dalla registrazione del Dpcm. Una seconda tranche del 30% verrà erogata non appena verrà raggiunta una quota di spesa del 35% riferita alla somma dei fondi statali e regionali. La terza e ultima tranche verrà erogata quando la spesa dei fondi di Stato e Regione raggiungerà il 70 per cento.
140 MILIONI A CDP
Perfezionato anche l'investimento del ministero delle Infrastrutture nel Fia, il fondo Investimenti per l'abitare gestito da Cdp Investimenti Sgr. La sottoscrizione finale – per la somma di 140 milioni di euro – è avvenuta lo scorso 2 novembre a via Goito.
I FONDI STANZIATI
A oltre tre anni e mezzo dalla nascita del piano casa nazionale per il social housing, l'ulteriore prossima ripartizione dei 116 milioni esaurisce l'impegno dell'apposito capitolo di spesa gestito da Porta Pia. Con la gestione di Altero Matteoli e Mario Mantovani (rispettivamente ministro e sottosegretario con delega alla Casa), il ministero delle Infrastrutture ha infatti impegnato tutta la sua dotazione, che ammonta a 850 milioni: 200 sono in corso di erogazione per i programmi di edilizia sovvenzionata urgente (il programma è al 64% della spesa); 140 sono stati trasferiti al fondo per il social housing gestito da Cdp Investimenti Sgr; 377,8 milioni stanno a un passo dal trasferimento alle Regioni che hanno sottoscritto gli accordi di programma e, infine, gli ulteriori 116 milioni seguiranno la medesima strada.


© RIPRODUZIONE RISERVATA