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L'Aler di Milano diventa promotore, investiti 170 milioni nell'area ex Enpam

Massimiliano Carbonaro

Verranno realizzati 375 alloggi di edilizia residenziale pubblica e 146 di edilizia libera. Il costo della trasformazione dell'area è di circa 170 milioni di euro, di cui 36,5 milioni di euro sono messi a disposizione da Regione Lombardia per la realizzazione dell'Erp e 24 milioni da Aler Milano per l'Erp e le opere di urbanizzazione essenziali per il quartiere.


Non solo case per l'affitto a canoni calmierati, ma anche edilizia residenziale libera, un centro commerciale, uffici e un impianto di cogenerazione: in azione l'Aler di Milano che gioca su due fronti, come principale operatore dell'housing sociale meneghino e come privato che sviluppa un'area definendone il suo futuro urbanistico per poi cederla.
È la trasformazione del comparto da 200mila mq ex Enpam di Pieve Emanuele (comune alle porte di Milano) che pesa per 170 milioni di euro. Il via è dato da un'esplosione che ha fatto collassare nei giorni scorsi due delle 12 torri che compongono il complesso a uffici ora abbandonato. Si tratta di un comparto che prevede al suo interno 99mila mq di slp di cui un terzo di edilizia residenziale pubblica (in un mix tra canone sociale per il 50%, canone moderato per il 25% e poi locazione con proprietà differita dopo 8 anni). Il resto comprende per circa 33mila mq di slp edilizia residenziale libera e quindi commerciale e direzionale.
A sviluppare l'intero intervento è l'Aler di Milano direttamente per la parte che riguarda l'housing sociale e attraverso Asset, la sua controllata, per il resto della trasformazione. Una mossa che arriva dopo che sono andate deserte due gare pubbliche bandite da Infrastrutture Lombarde (braccio tecnico della Regione Lombardia) per individuare un operatore privato che realizzasse tutte le costruzioni e l'impianto di cogenerazione.
Concretamente verranno realizzati 375 alloggi di edilizia residenziale pubblica e 146 di edilizia libera. Il costo della trasformazione dell'area è di circa 170 milioni di euro, di cui 36,5 milioni di euro sono messi a disposizione da Regione Lombardia per la realizzazione dell'Erp e 24 milioni da Aler Milano per l'Erp e le opere di urbanizzazione essenziali per il quartiere. L'intera operazione si articola su più piani, da un lato l'Aler attraverso Infrastrutture Lombarde individuerà un soggetto concessionario che in project financing realizzerà l'impianto di cogenerazione e gli edifici dedicati all'housing. È in corso di completamento lo studio di fattibilità da allegare alla gara che dovrebbe essere ultimato per ottobre. Il resto dell'intervento vede Asset che una volta concluso l'iter urbanistico presso il Comune di Pieve cederà l'operazione immobiliare individuando un grande operatore commerciale, vendendo i diritti edificatori della parte di edilizia residenziale libera e quelli relativi agli uffici. Verrà realizzato anche un parco centrale e un sotto passo per scavalcare la strada provinciale 28 che collegherà il quartiere con la Pieve storica.
Nella primavera del 2012 saranno demolite altre 3 torri, per arrivare poi all'inizio dei lavori di costruzione degli edifici di edilizia residenziale pubblica nella primavera 2013.
«Con l'abbattimento delle prime due torri ex-Enpam di Pieve Emanuele – commenta il presidente di Aler Milano Loris Zaffra – inizia l'attuazione del piano di rinascita e riqualificazione dell'area. Al posto degli edifici abbandonati, ormai fonte di degrado, sorgerà, entro il 2015, un nuovo quartiere modello per qualità abitativa, quantità di servizi offerti e integrazione tra diverse tipologie di utenza, edilizia sociale, convenzionata e libera».
Da un punto di vista architettonico gli edifici sono pensati in maniera unitaria pur presentando diverse altezze e disponendosi intorno a una corte centrale. Il complesso residenziale sarà realizzato su una pianta a "L" e gli edifici si eleveranno tra i 5 e gli 8 piani collegati tra loro da una struttura a ponte.


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