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Lombardia, al via l'esame di 41 proposte per quasi mille alloggi

Massimiliano Carbonaro

Selezionate 219 richieste per l'accesso a 54,62 milioni di risorse statali. Dopo la corsa ai fondi, gli esclusi sperano in qualche ripescaggio dell'ultim'ora

Individuare gli interventi in grado di partecipare ai finanziamenti statali pensati per il Piano di edilizia abitativa nazionale non è stato un problema per la Regione Lombardia. Ma ora, a distanza di più di un anno dall'avvio dell'operazione, c'è da capire, una volta che le risorse statali saranno effettivamente messe a disposizione, quante di queste operazioni hanno preferito attendere fino a ora per tramutarsi in altrettanti lavori oppure sono già partite.
Per aggiudicarsi una porzione del contributo pubblico di 54,62 milioni di euro sono state 219 le richieste arrivate al Pirellone: di queste, solo 109 sono state considerate ammissibili. Un'ulteriore scrematura ha portato a individuare i migliori 41 interventi. Con le risorse pubbliche a disposizione la Regione dovrà capire cosa è successo di queste iniziative, quali sono gli interventi ancora in attesa. Il 5 agosto del 2010 con un avviso di manifestazione di interesse partì la ricerca delle operazioni su scala regionale. I criteri per la selezione sono stati quelli individuati dal decreto ministeriale del 16 luglio del 2009 che ha dato il via all'intera operazione. Ma i fattori che hanno pesato in maniera preponderante nelle scelte della Regione riguardano da un lato la situazione abitativa, dall'altro la localizzazione geografica (si è cercato di coinvolgere tutte le province lombarde), quindi la partecipazione di Aler o privati e i tempi di cantierizzazione. Nei calcoli della Lombardia una volta ratificati gli accordi sottoscritti nei giorni scorsi con un decreto del presidente del Consiglio, si può partire e presumibilmente si stima che i lavori possano cominciare per la seconda metà del 2012.
In realtà, la situazione è molto più complessa perché non è detto che i 41 interventi già individuati non siano già stati realizzati o che, nel caso di un riutilizzo di abitazioni già costruite e sfitte o invendute, non siano state assorbite dal mercato. Davanti alla possibilità che i soggetti interessati abbiano rivisto le loro strategie, i 68 progetti considerati ammissibili ma non immediatamente finanziati vengono considerati un potenziale bacino di riserva.
I 968 ALLOGGI
L'elenco degli interventi è stato approvato dalla Giunta regionale lo scorso 10 novembre. Nel dettaglio è previsto un investimento statale di 54,8 milioni di euro, altri 23,8 milioni di fondi pubblici comunali, e un cofinanziamento dei privati per 46,3 milioni. Lo stock di abitazioni messo in pista prevede 413 case a canone sociale, 255 in affitto convenzionato per 25 anni, 300 con riscatto della proprietà dopo 10 anni di locazione. A partecipare per un terzo – e non stupisce – sono le Aler, ma non mancano una decina di interventi privati tra singoli operatori e la stessa Ance regionale che ha coagulato diverse aziende edili. Particolarmente interessante è il contributo dell'associazione imprenditoriale che si è presentata con casi di invenduto da riadattare per l'affitto, mentre le cooperative che si sono presentate con 5 progetti prevedono nuove costruzioni. Non sono stati selezionati casi di demolizione e ricostruzione, mentre l'Aler ha previsto alloggi sia di nuova costruzione che frutto di manutenzione e risanamento. «Abbiamo cercato di soddisfare un bisogno a livello territoriale – ha spiegato l'assessore alla Casa della Regione, Domenico Zambetti – poi si è cercata la coerenza con i bisogni, quindi abbiamo prestato attenzione alla fattibilità urbanistica. Certo è assurdo che non abbiamo ancora indietro il testo della Convenzione firmato dal Consiglio dei ministri. Intanto però qualche intervento sarà già partito, anche perché uno dei punti di forza per cui li abbiamo scelti era appunto la possibilità di far partire i cantieri in tempi rapidi».
Nella gran parte degli interventi gli operatori si sono affidati a tipologie costruttive classiche. Il grosso dell'attenzione è stato concentrato sullo sfruttamento di energie alternative, in particolare del fotovoltaico e del solare. È il caso dell'operazione in classe A promossa a Bergamo dal Patronato di San Vincenzo che godrà del finanziamento statale di 1,821 milioni di euro e che si inserisce all'interno di un'operazione più vasta di recupero di un quartiere per la realizzazione di un edificio di 5 piani destinato alla residenza temporanea. Sarà in classe B ma sarà servito dal teleriscaldamento un complesso residenziale compreso nella riqualificazione dell'ex Consorzio agrario di Cremona. Il finanziamento statale ammonta a 1,5 milioni di euro per la realizzazione di 102 alloggi di cui 46 in locazione con patto di futura vendita dopo 10 anni e i rimanenti destinati sempre alla vendita dopo però 8 anni. Risultano particolarmente interessanti anche due operazioni orchestrate dall'Aler Milano, uno nell'ambito del quartiere Sant'Ambrogio e l'altro in un comune della cintura meneghina, Vimodrone. La prima operazione avrà un cofinanziamento di 4 milioni di euro. È un'area compresa tra via De Nicola-via Voltri-via Di Rudinì e vedrà la realizzazione di 5 palazzine di cui 3 destinate a edilizia residenziale pubblica (110 alloggi a canone sociale e 110 a canone moderato) e 2 di edilizia libera (altri 110 alloggi). Il cofinanziamento riguarda la parte di Erp per un'operazione complessivamente valutata da 10 milioni di euro. Altri 2 milioni cofinanziano un intervento a Vimodrone all'interno di un progetto di riqualificazione che porterà alla realizzazione di un nuovo quartiere con alloggi destinati a canone sociale in classe B.
2 - La prima puntata sulla Sicilia è stata pubblicata sul numero precedente


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