Casa Fisco Immobiliare

Il mattone dell'Adepp verso la gestione dei fondi di Cdp

Massimo Frontera

Le Casse di previdenza private stanno valutando l'apporto del loro patrimonio immobiliare nei fondi locali a valle del maxifondo nazionale. «L'apporto degli immobili è un'ipotesi importante che apre nuove prospettive in questa fase di redditi declinanti e di difficoltà di accesso all'abitazione », ha detto Andrea Camporese, presidente dell'Inpgi (previdenza giornalisti) e anche dell'Adepp (che riunisce le casse previdenziali privatizzate).

Per il sistema dei fondi immobiliari per il social housing si profila un massiccio apporto di immobili realizzati.
La novità, annunciata all'Urbanpromo Preview di Torino, vede coinvolti Cdp Investimenti Sgr e le casse degli enti previdenziali. Queste ultime hanno già aderito in qualità di investitori nel maxifondo nazionale (Fia – Fondo investimenti per l'abitare). Da ultimo si è aggiunta anche la cassa dei dottori commercialisti (con 20 milioni).
Ora il rapporto si rafforza con le Casse in veste di soggetti conferitori. Le Casse intendono infatti apportare il loro patrimonio immobiliare nei fondi locali a valle del maxifondo nazionale. «L'apporto degli immobili è un'ipotesi importante che apre nuove prospettive in questa fase di redditi declinanti e di difficoltà di accesso all'abitazione », ha detto Andrea Camporese, presidente dell'Inpgi (previdenza giornalisti) e anche dell'Adepp (che riunisce le casse previdenziali privatizzate). Solo l'Inpgi, tra le circa 20 casse privatizzate, ha un patrimonio di 2.800 immobili. La possibilità è guardata con interesse anche da Cdp. «Le casse privatizzate e anche gli ordini religiosi – dice Stefano Marchettini, amministratore delegato della Sgr di Via Goito – sono tra i nuovi soggetti interessati a far parte del sistema dei fondi».
La novità del possibile apporto in quantità massicce di immobili realizzati, giunge nel momento in cui la Sgr della Cassa depositi vive il paradosso di avere liquidità in abbondanza ma pochissime proposte di sviluppo giunte al punto di maturazione tale da poter deliberare sul loro finanziamento.
A fronte dei quasi due miliardi di euro raccolti dal Fia, il Cda della Sgr ha finora approvato 12 delibere, per altrettanti fondi immobiliari territoriali, per quasi 400 milioni. Ma di questi 400 milioni, solo 50 si riferiscono a precisi progetti, esaminati e approvati. Per il resto CdpI Sgr ha solo concesso una disponibilità all'investimento (valutando le credenziali del richiedente), condizionata alla presentazione di progetti validi entro una data scadenza. «Prevedo che tra novembre e dicembre molti fra questi operatori che hanno ricevuto la nostra disponibilità all'investimento ci sottoporranno i progetti», dice Marco Sangiorgio, direttore della Sgr di Via Goito. Intanto però si è già affacciata un'ulteriore difficoltà – questa volta tutta finanziaria – per il sistema dei fondi, dovuta all'impennata degli spread che rende impraticabile il ricorso al debito. Chi ha messo in conto una leva magari del 50% si vede dunque costretto a rinunciarci.


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