Casa Fisco Immobiliare

Piano casa, in 3 anni e mezzo
impegnato l'86% delle risorse

Massimo Frontera

A tutto il dicembre del 2011 risultano impegnati 728 milioni su quasi 850 complessivamente assegnato al programma.

Critiche alla gestione del Piano nazionale per il social housing da parte della Corte dei Conti, contenute nella delibera n.20/2011 , diffusa oggi. Cioè il programma che ha preso le mosse nel giugno del 2008, innovando profondamente il precedente meccanismo di riparto dei fondi per l'edilizia pubblica grazie all'ingresso dei privati e della finanza nei programmi abitativi. Pur non potendo attribuire «i ritardi di attuazione a significative negligenze gestionali dell'Amministrazione», scrivono i magistrati contabili, «viste le carenze o la lentezza dei risultati, si è inteso esprimere un giudizio comunque non positivo sull'efficacia, efficienza ed economicità della spesa pubblica che è stata destinata al Programma straordinario ed al Piano casa». Ammontano a quasi 728 milioni i fondi che risultano impegnati alla fine del 2011 sugli 844 milioni complessivamente destinati al piano casa nazionale. Ma l'effettiva erogazione si riduce a poco più di 290 milioni, peraltro quasi interamente riferiti a programmi individuati precedentemente al Piano casa nazionale.

L'analisi della corte dei conti muove dalle premesse del piano. Gli obiettivi, ricordano i magistrati, erano di mettere a disposizione "alloggi sociali" per categorie meno abbienti e attenuare il disagio abitativo nei Comuni di oltre 10mila abitanti e ad alta tensione abitativa. Ebbene, l'analisi ha verificato che, quanto al primo obiettivo «non ha avuto alcuna concreta realizzazione in termini di acquisizione di alloggi» e che il secondo obiettivo «ha dato risultati ancora modesti, rispetto al
complesso degli interventi, ampi e diversificati, previsti e/o avviati».

Un esempio della dilatazione dei tempi è offerto dalla "linea" relativa ai fondi immobiliari, imperniato sul maxi-fondo di circa un miliardo di euro gestito dalla Cassa depositi e prestiti. «Deve rilevarsi - si legge nella delibera - che solo per giungere alla sottoscrizione del contratto con la Sgr, essenziale per dare inizio concreto alla linea di intervento del Sif, sono trascorsi quasi tre anni da quando, sul finire del 2008, è stato previsto il Piano casa; più di due anni da quando
è stato emanato il DPCM 16.7.2009, di approvazione del Piano casa; circa diciotto mesi da
quando, con provvedimento del 23.3.2010, sono state definite le procedure di gara; circa
quattordici mesi dalla aggiudicazione provvisoria".

I ritardi rischiano di compromettere anche le risorse finora messe a disposizione. La corte mette infatti in rilievo «il notevole importo dei residui passivi delle spese di cui trattasi,
su cui grava il rischio della perenzione amministrativa, e cioè della loro eliminazione dal
bilancio dello Stato dopo due esercizi successivi a quello in cui è stato iscritto lo
stanziamento».


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