Gestionale

Nel Lazio il 50% degli edifici strategici ad alto rischio in caso di terremoto

Giuseppe Latour

Un edificio strategico su due nel Lazio ad alto rischio in caso di terremoto. Ancora pochi interventi di adeguamento finanziati, appena una cinquantina. E investimenti necessari praticamente impossibili da pagare tutti insieme: sarebbero necessari, calcolatrice alla mano, circa due miliardi di euro. Sono i numeri da brivido raccontanti dal professor Giorgio Monti nel corso del convegno "Seismic academy", organizzato giovedì a Roma da Hilti, multinazionale con sede il Lichtenstein tra i leader mondiali nel settore dell'edilizia.

Monti ha lavorato, nel corso degli ultimi anni, in una commissione incaricata di monitorare l'attività di verifica sismica degli edifici strategici presenti nel Lazio. In sostanza, una truppa di ingegneri e geologi è andata in giro per la regione ad analizzare lo stato di caserme, municipi, ospedali, prefetture, sedi di Province, biblioteche, chiese, palestre e, soprattutto, scuole. La commissione ha dato indicazioni su come eseguire le verifiche e i professionisti hanno eseguito. "Attualmente – nota il professore - tutto il territorio della Regione Lazio è arrivato a una definizione della microzonazione sismica".

Nel dettaglio, sono state verificate 1140 strutture, per il 53% si è trattato di scuole, per il 13% di chiese, per il 12% di infrastrutture varie, per il 10% di municipi. Si è scelto di focalizzare le verifiche nelle zone sismiche 1 e 2, quelle più a rischio. Quasi l'80% del lavoro, alla fine, è ricaduto in zona sismica 2, nella provincia di Frosinone e nel viterbese soprattutto.
I risultati del monitoraggio effettuato da questi tecnici parlano da soli. In primo luogo, tutte le strutture verificate sono state costruite prima del 1980 e molte prima del 1900. Il 60% degli edifici è costruito in muratura e solo il 35% in cemento armato. I fabbricati sono stati divisi in tre classi di rischio: alto, medio e basso rischio. E qui arriva la notizia più preoccupante: il 56% degli edifici verificati, di cui la metà scuole, ricadeva nel rischio alto. Il 27% in quello medio e solo il 16% in quello più basso.

Quanto servirebbe per mettere in sicurezza questo patrimonio? Una cifra gigantesca. I calcoli del professore sono molto precisi. Si tratta di 1037 milioni di euro per l'adeguamento sismico di tutti gli edifici rilevanti. A questi andrebbero sommati altri 279 milioni per l'adeguamento delle costruzioni ad alto rischio. Considerando anche i costi relativi alla messa in sicurezza contro il dissesto idrogeologico, si arriva a circa 1,9 miliardi di euro, più o meno pari al 6% del bilancio annuale della Regione Lazio. Così, per adesso, si procede poco per volta, partendo dalle costruzioni ad alto rischio: "La Regione – spiega il professore – con il supporto del Dipartimento di Protezione civile, sta erogando i finanziamenti per i lavori di adeguamento sismico dei primi 54 edifici verificati". Per adesso i finanziamenti si sono concentrati soprattutto nelle aree di Frosinone e di Rieti, dove il pericolo è maggiore.


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