Gestionale

Ingegneri: responsabili sicurezza sempre qualificati, stop alle deroghe

Giuseppe Latour

La proposta del Cni: non puntiamo a ottenere più spazio per gli ingegneri ma ad aumentare la qualità nella gestione della sicurezza in azienda

Aumentare la qualificazione del responsabile dei servizi di prevenzione e protezione. La proposta arriva dal Consiglio nazionale degli ingegneri, che lunedì a Roma ha organizzato la seconda giornata nazionale dell'ingegneria della sicurezza, presso la sede dell'Inail. Per migliorare l'applicazione del Testo unico in materia, infatti, bisogna cancellare le deroghe che la legge oggi prevede, e che consentono di aggirare i requisiti di qualificazione in alcune situazioni. Il Cni si prepara a studiare una proposta di legge che vada in questa direzione.

La questione riguarda l'articolo 32 del Dlgs n. 81/2008. Qui si parla della figura del responsabile dei servizi di prevenzione e protezione che, di fatto, ha il compito di organizzare la sicurezza all'interno di tutte le aziende. Per poter esercitare l'incarico di Rspp è necessario rispondere ai requisiti dell'articolo 32. In generale questo soggetto deve avere un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e un attestato di partecipazione a un corso di formazione. Anche se la legge prevede una sostanziosa eccezione. Infatti, pur non essendo in possesso di tale titolo di studio, è possibile svolgere la funzione di Rspp qualora si dimostri di aver già svolto questo incarico alle condizioni espresse al comma 3 dell'articolo 32.

Secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri, bisogna limitare le eccezioni alle regole in materia di Rspp. Per la figura del responsabile è necessario aumentare il livello di qualificazione, prevedendo in tutti i casi un titolo di studio adeguato, corredato da un corso di formazione. «Non puntiamo a ottenere più spazio per gli ingegneri ma ad aumentare la qualità nella gestione della sicurezza in azienda», spiega Gaetano Fede, responsabile dell'area sicurezza del Cni. L'iniziativa, infatti, è partita anche per lanciare l'idea di aprire un gruppo di lavoro per mettere insieme una proposta di legge sul tema.

Ma non c'è stata solo la proposta di modifica del Testo unico. L'incontro è servito anche per firmare un accordo tra Inail e Consiglio nazionale degli ingegneri: «L'accordo – ha commentato il presidente dell'Istituto, Massimo De Felice – conferma la nostra strategia nella diffusione della cultura della sicurezza. Vi saranno impegnate competenze tecniche di eccellenza; sono a disposizione metodologie di analisi ampiamente sperimentate e esperienze preziose. Dobbiamo trovare i modi e i mezzi per rendere efficace la diffusione di criteri e norme per la sicurezza a un vasto ambito di utenti, con la tempestività imposta dall'evoluzione tecnologica degli impianti, dei materiali, delle attrezzature e dei processi produttivi».

L'idea è avviare una collaborazione tra i due soggetti, con l'obiettivo di realizzare studi, attività di formazione, protocolli e buone prassi da utilizzare sul fronte della sicurezza. «Esprimo grande soddisfazione per la riuscita dell'iniziativa - ha spiegato il presidente del Cni Armando Zambrano - cui hanno aderito tantissimi colleghi, il che dimostra l'attenzione che la categoria riserva ai temi della sicurezza. Importante è, inoltre, la stipula dell'accordo quadro con Inail che consentirà di avviare ulteriori importanti iniziative a tutela dei cittadini».


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