Gestionale

Rinnovato il contratto edile a mezzo milione di artigiani: aumento di 110 euro

Alessandro Lerbini

A un anno dalla scadenza del vecchio accordo, per gli artigiani dell'edilizia arriva il rinnovo del contratto di lavoro. I sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil e le associazioni artigiane edili hanno sottoscritto il verbale di accordo del contratto del settore, scaduto il 31 dicembre del 2012, che interessa circa mezzo milione di addetti. Il testo, che riconferma il modello contrattuale basato sul ruolo del contratto nazionale e la contrattazione di secondo livello, prevede un aumento salariale di 110 euro al terzo livello (84,62 euro al primo livello) suddiviso in tre tranches (gennaio 2014, gennaio 2015 e dicembre 2015). Il contratto durerà 3 anni e 3 mesi, dal 1° gennaio 2013 al 31 marzo del 2016.

«Tra le novità più significative dell'accordo – dichiarano i segretari nazionali di Feneal, Filca e Fillea, Emilio Correale, Franco Turri e Mauro Livi – c'è sicuramente l'impegno reciproco di tutti i soggetti nel trovare soluzioni per garantire la rappresentanza degli artigiani negli enti paritetici. L'intento delle organizzazioni sindacali – proseguono – è quello di privilegiare il rafforzamento del sistema unitario già esistente. Senza un accordo – spiegano Correale, Turri e Livi – non si esclude la possibilità di costituire un nuovo ente, con accordi ad hoc tra livello territoriale e nazionale. Inoltre si lavora per permettere l'ingresso negli enti bilaterali di tutti i soggetti presenti nel mondo edile, anche gli impiegati e i lavoratori autonomi, secondo modalità da definire».

Tra i contenuti dell'accordo ci sono la conferma dell'Anzianità professionale edile (il Premio Ape), il mantenimento dello 0,10% quale quota per i lavori usuranti e pesanti e l'impegno a limitare il ricorso a forme di lavoro precarie e non standard.

«Per la prima volta – sottolineano i segretari nazionali di Feneal, Filca e Fillea – gli artigiani hanno firmato un rinnovo prima dell'Ance. Si tratta di una vera inversione di tendenza, anche nei rapporti di forza numerici tra le due associazioni. Le trattative con gli artigiani, pur lunghe e complesse per la profonda crisi del settore, sono state sempre contraddistinte da un approccio costruttivo e propositivo, e infatti non è stata proclamata una sola ora di sciopero. Spiace constatare come lo stesso senso di responsabilità non sia stato adoperato dall'Ance», concludono i tre sindacalisti.


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