Gestionale

Coordinatore e piano sicurezza: le risposte del Lavoro a ingegneri e Federutility

Giuseppe Latour

Utili precisazioni sul ruolo di coordinatore e sul Piano di sicurezza e coordinamento. Il ministero del Lavoro pubblica due interpelli che affrontano la delicata materia dell'interpretazione del Testo unico sicurezza. Dando nuovi elementi sull'estensione degli obblighi a carico di imprese e professionisti.

Il primo interpello (n. 2/2013) riguarda una richiesta del Consiglio nazionale degli ingegneri. Il Cni chiede di chiarire i contenuti dell'articolo 98 comma 1 del Testo unico sicurezza (Dlgs n. 81/2008). Qui si dice che il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l'esecuzione dei lavori devono essere in possesso di laurea magistrale o specialistica o di un diploma di geometra, perito industriale, perito agrario e agrotecnico. L'articolo, però, chiede anche di "documentare l'espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni".
Per questo gli ingegneri hanno sottoposto un elenco di attività, svolte all'interno dei cantieri, che dovrebbero soddisfare questo requisito.
Nello specifico si parla di: attività di direttore di cantiere, attività di capo cantiere, attività di capo squadra, attività di direttore dei lavori, attività di direttore operativo di cantiere, attività di "assistente ai soggetti di cui ai punti precedenti con mansioni che comportino precipuamente la frequentazione del cantiere", attività di responsabile d'azienda per la sicurezza in lavorazioni di cantiere anche specifiche, attività di responsabile dei lavori, attività di datore di lavoro di impresa operante nel settore delle costruzioni, attività di progettazione nel settore delle costruzioni.
Nella risposta, firmata dal presidente della Commissione per gli interpelli Giuseppe Piegari, si spiega che "tutte le attività indicate nell'elenco presentato dall'interpellante, pur non esaustivo, sono coerenti con le finalità normative". Quell'elenco, cioè, costituisce un riferimento utile per tutti i professionisti nell'applicazione del Testo unico sicurezza.

Il secondo interpello (n. 3/2013) arriva in seguito a una richiesta di Federutility. L'associazione ha chiesto una pronuncia riguardo alla corretta interpretazione dell'articolo 100 comma 6 del Testo unico sicurezza. Questo prevede che le disposizione sul Piano di sicurezza e coordinamento (Psc) non si applicano "ai lavori la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire incidenti imminenti o per organizzare misure di salvataggio o per garantire la continuità in condizioni di emergenza nell'erogazione di servizi essenziali per la popolazione". In tutti questi casi non si può perdere tempo a redigere documenti, bisogna agire rapidamente.
Federutility chiede, però, di determinare in maniera esatta la portata di questa definizione. E il ministero del Lavoro risponde che i lavori necessari a garantire la continuità nell'erogazione di servizi essenziali quali, ad esempio, quelli relativi all'erogazione di acqua, elettricità, gas e reti informatiche, possono essere effettuati senza l'obbligo di redigere il Psc "a condizione che essi siano lavori necessari a fronteggiare un'emergenza nella erogazione o comunque garantire la continuità dell'erogazione degli stessi servizi alla popolazione, la cui interruzione determina l'insorgere di un'emergenza".
Allo stesso modo, il Piano può non essere redatto "per quei lavori la cui esecuzione immediata è necessaria per prevenire incidenti imminenti". Insomma, bisogna essere sottoposti al rischio di un'emergenza incombente.


© RIPRODUZIONE RISERVATA