Gestionale

Fillea-Cigl: Dati Inail non veritieri, serve un sistema statistico diverso

«Attendiamo di conoscere i dati Inail anticipati dal Presidente Lucibello sull'andamento infortunistico del 2012, ma temiamo che senza un sistema statistico diverso l'Inail continuerà ancora a dare numeri virtuali e non reali». E' quanto afferma Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil, secondo il quale «la dimostrazione lampante viene proprio dal conteggio degli infortuni e dei morti nell'edilizia, settore dove l'incrocio tra i dati numerici Inail
con quelli delle Casse Edili sul numero di addetti regolari e sulle ore lavorate raccontano una storia completamente diversa».

Ricorda infatti la Fillea che per Inail in questi anni si sarebbe verificata nell'edilizia una positiva flessione infortunistica: nel 2009, -16,2% gli infortuni e -1,4% i morti, nel 2010 -12,4% e -6,1%,
nel 2011 -14,17% e -10.8%, percentuali che per Schiavella corrisponderebbero alla realtà «solo se avessimo ogni anno la medesima platea di addetti e di ore lavorate. Ma in presenza di una platea ridotta, una reale riduzione degli infortuni c'è solo se la percentuale di questi ultimi è inferiore alla percentuale della riduzione degli addetti e delle ore lavorate. Ma così non è stato e non è».

Infatti, l'incrocio dei dati Inail e Casse Edili 2011 su 2008 porta laFillea a conclusioni drammatiche «per frequenza infortuni oraria, gli infortuni non si sono ridotti ma sono cresciuti di quasi il 6%, i morti non dono diminuiti ma aumentati di quasi il 28% - denuncia Schiavella - e gli infortuni crescono solo di 6 punti perché, come si percepisce dalla lettura dei dati e dalle segnalazioni che ci arrivano dal territorio, i lavoratori sono spinti a non denunciare gli infortuni meno gravi, se ne
restano a casa in cambio di un risarcimento in nero da parte del datore di lavoro».

Se poi analizziamo il dato degli infortuni e dei morti totali in rapporto al numero degli addetti «a fronte di una diminuzione del 40% del numero di addetti iscritti alle casse edili – conclude il numero uno Fillea – non abbiamo un -40% sugli infortuni e sui morti, ma un pazzesco +13,25% degli infortuni e +47,19% dei morti».


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