Gestionale

Costruzioni in allarme: «La crisi mette a rischio previdenza, sicurezza e formazione»

G. La.

La denuncia degli enti bilaterali Cnce, Cncpt e Formedil, che il 23 maggio in un convegno a Napoli lanceranno il loro progetto per la «buona occupazione» nell'edilizia

È in pericolo il sistema di garanzie del lavoro nel settore delle costruzioni: previdenza, sicurezza e formazione rischiano di venire sacrificate a causa di una crisi che sta mettendo in ginocchio le imprese edili. L'allarme arriva dal sistema bilaterale del settore delle costruzioni, formato da Cnce (Commissione Nazionale delle Casse Edili), Cncpt (Commissione nazionale paritetica per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro) e Formedil (Ente nazionale per la formazione e l'addestramento professionale nell'edilizia). È per questo che i tre enti, gestiti pariteticamente dalle associazioni imprenditoriale delle costruzioni e dalle rispettive organizzazioni sindacali dei lavoratori, hanno deciso di unire le forze e di lanciare un progetto di buona occupazione che verrà presentato nel corso del convegno dedicato a «Il valore del lavoro» che si terrà il prossimo 23 maggio a Napoli.

«La crisi - ricorda Franco Osenga, Presidente della Cnce (Commissione nazionale Casse Edili) - ha generato una progressiva disgregazione innescando un meccanismo perverso che ha pesanti ripercussioni sul funzionamento dell'intero mercato del lavoro. A livello periferico la situazione sta diventando insostenibile: le imprese, che faticano a ottenere commesse e finanziamenti, non riescono a pagare i contributi ai loro lavoratori presso le Casse Edili, l'Inps e l'Inail. Questo impedisce loro di ottenere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), indispensabile per partecipare ai bandi per i lavori pubblici e privati. Si innesca così un circolo vizioso che potrebbe bloccare completamente il mercato».

Non solo, in questo contesto diventa sempre più difficile qualificare il personale attraverso i corsi obbligatori previsti per legge nonché fare gli investimenti in sicurezza necessari per garantire il corretto svolgimento della vita in cantiere. «In questa situazione - sottolinea il Presidente del Formedil, Massimo Calzoni - rischia di saltare quel valore costruito in decine di anni e che tiene in piedi un settore caratterizzato da grande mobilità, in linea con le richieste del più generale mercato del lavoro. Un valore rappresentato concretamente di un'ampia e diffusa attività di assistenza e previdenza per il lavoratori del comparto, che beneficiano del welfare sussidiario garantito dal sistema bilaterale».

Si tratta di 2 miliardi di contributi versati lo scorso anno dalle 160.000 imprese iscritte per una occupazione registrata di 850.000 addetti. Di questi un miliardo e 200 milioni sono stati destinati a malattie o infortuni, 400 milioni alle pensioni di anzianità professionale, 200 milioni all'assistenza sanitaria, 120 milioni alla formazione sulla sicurezza.
«A ciò si aggiunge anche il presidio capillare dei Comitati paritetici territoriali per la sicurezza all'interno di decine di migliaia di cantieri - spiega Marco Garantola, Presidente della Cncpt -. Ogni giorno tecnici esperti consigliano, segnalano, assistono imprenditori, capi cantiere e responsabili della sicurezza, al fine di elevare i livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro. Solo lo scorso anno, i tecnici dei CPT hanno effettuato oltre 53.000 visite di assistenza ad imprese e lavoratori in circa 25.000 cantieri».

«La chiusura di migliaia di aziende e soprattutto la grande difficoltà a mantenere viva con risorse adeguate queste iniziative - dice Massimo Trinci, Vicepresidente della CNCE - rischiano di rimandare indietro sul piano della qualità sociale e delle condizioni del welfare l'intero comparto strategico dell'edilizia, che dal 1997 al 2007 ha tenuto in piedi l'intera economia italiana».
Nel corso dell'evento di Napoli il sistema bilaterale e le parti sociali delle costruzioni, ribadiranno l'importanza di provvedimenti urgenti per impedire il tracollo non solo economico, ma anche sociale di un settore strategico per il Paese. «Non possiamo permettere - aggiunge Franco Turri, Vicepresidente della CNCpt - che questo avvenga. Perché vorrebbe dire ad esempio rinunciare al presidio capillare sulla sicurezza all'interno di decine di migliaia di cantieri. Ma soprattutto consentire che nel giro di pochi mesi ci si trovi di fronte ad una disgregazione e alla perdita di quella rete di assistenza che sta mantenendo in vita centinaia di migliaia di famiglie».


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