Gestionale

I sindacati: «Subito un tavolo di crisi per affrontare l'emergenza»

Alessia Tripodi

Nel settore persi 300mila posti di lavoro dal 2009, altri 30-50mila in meno previsti nel 2012 - Sabato a Roma la manifestazione organizzata da Feneal, Filca e Fillea, in corteo anche Camusso, Bonanni e Angeletti

Un'emorragia di posti di lavoro che rischia di sfiorare quota 350mila nel 2012, investimenti scesi del 24,1%, aumento della cassa integrazione straordinaria (+126,7% nel 2011 rispetto al 2010) e in deroga (+5,1%), aumento delle irregolarità e dell'illegalità. Sono i numeri della crisi descritti oggi a Roma dai segretari dei sindacati di categoria Antonio Correale (Feneal-Uil), Domenico Pesenti (Filca-Cisl) e Walter Schiavella (Fillea-Cgil) nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale "In piazza per costruire il futuro", che si terrà sabato 3 marzo a Roma e alla quale parteciperanno anche i segretari confederali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
"Al ministro Passera chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo con banche, imprese e committenza per affrontare questa fase drammatica" ha detto Schiavella, sottolineando che "la vera emergenza del 2012 sarà la fine degli ammortizzatori sociali in essere". Correale e Pesenti hanno fatto notare che ‘il settore sta pagando l'assenza di provvedimenti adeguati a contrastare la crisi, che favorisce l'indebolimento di un sistema di imprese già fortemente destrutturato" e che "è necessario modificare il sistema pensionistico per il settore, tenendo conto del tipo di lavoro particolarmente faticoso". Proprio la revisione dell'età pensionabile rappresenta uno dei punti della piattaforma unitaria stilata dalle tre sigle e che rilancia anche azioni per la trasparenza del mercato del lavoro, per il contrasto al caporalato e per lo sblocco dei pagamenti alle imprese edili da parte delle Pubbliche amministrazioni. Al corteo di sabato - che partirà alle ore 9.30 da Bocca della Verità al Colosseo - parteciperanno, secondo le stime, almeno 10mila lavoratori da tutte le regioni d'Italia, in rappresentanza del milione di addetti del settore, impiegati nelle oltre 700mila aziende italiane, per il 95% piccole o piccolissime.


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