Lavori Pubblici

De Luca: impossibile demolire 80mila abusi edilizi in Campania, serve sanatoria

Massimo Frontera

A Radio 24 il neopresidente della Regione Campania si dice a favore a una sanatoria perché non ci sono spazi per conferire in discarica i detriti derivanti dalle demolizioni

Appena eletto governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca - intervistato da Radio 24 - tocca subito un tema sensibile: gli abusi edilizi sul territorio, facendo capire che potrebbe arrivare una forma di sanatoria selettiva, come alternativa obbligata all'abbattimento dei manufatti.

«Abbiamo 80mila alloggi abusivi. Chi li può demolire? - si chiede retoricamente il presidente della giunta campana - Avete forse le cave per portare il materiale di risulta? Bisogna essere pratici. Io escludo una sanatoria per tre categorie di abusivi: primo, per l'abusivismo in luoghi di vincolo assoluto; secondo per chi ha costruito in zone con pericolo per la pubblica incolumità; terzo avevi già un alloggio di proprietà e hai fatto l'abuso». «In questi casi nessuna sanatoria. Ma per gli altri si approvano leggi per consentire di mettere ordine e far pagare il dovuto. È un condono? È una sanatoria per quelli che non entrano in quelle tre categorie dette prima. Se c'è un povero Cristo che nell'entroterra campano, senza danneggiare nessun paesaggio, ha fatto l'abuso, lo si sana perché non abbiamo alternative. A me - conclude il presidente della Campania - non piace la sanatoria, ma mi confronto con la realtà. È materialmente impossibile demolire 80mila alloggi».

«L'idea lanciata dal presidente De Luca riguardo a un condono edilizio generalizzato per la Campania può risultare condivisibile, perché ispirata al realismo e al buon senso», commenta Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica alla Sapienza di Roma e presidente di Sogeea, società che svolge pratiche nella regolarizzazione e valorizzazione di patrimoni immobiliari. Simoncini ricorda tuttavia che, proprio in Campania ci sono ancora 250mila pratiche di condono edilizio giacenti, 45mila solo a Napoli e 8000mila a Salerno, città guidata per anni proprio da De Luca. Si tratta, spiega sempre Simoncini, «di istanze non lavorate risalenti ai tre condoni edilizi che si sono succeduti a partire dal 1985. Parliamo di un mancato introito di 400 milioni di euro di oneri concessori per le casse dei Comuni e di 350 milioni per quelle dello Stato, soldi che consentirebbero la realizzazione di infrastrutture e servizi di cui quel territorio è cronicamente carente».


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