Lavori Pubblici

Ricostruzione in Emilia, sei mesi in più per chiedere i contributi

Natascia Ronchetti

La scadenza slitta al 31 dicembre. Il complesso delle richieste di risarcimenti è di 2.324 domande, di cui 892 sono quelle già liquidate per un valore di 243 milioni, a fronte di una richiesta di quasi 673 milioni

Sei mesi in più per presentare la domanda di contributo per la ricostruzione post terremoto. E per permettere alle imprese del settore industriale di accedere ai risarcimenti, che procedono ancora a rilento.
A quasi tre anni dal sisma che ha colpito l'Emilia, il presidente della regione Stefano Bonaccini ha emesso una nuova ordinanza in qualità di commissario delegato alla ricostruzione che apre una nuova finestra per le aziende che hanno subito danni. Dal 30 giugno la scadenza slitta al 31 dicembre di quest'anno. Un provvedimento atteso – e necessario – a fronte di risarcimenti che fioccano ancora con il contagocce, anche a causa della complessità delle procedure di presentazione delle domande.

Il complesso delle richieste di risarcimenti – imprese, commercio e agricoltura – assomma 2.324 domande, di cui 892 sono quelle già liquidate per un valore di 243 milioni, a fronte di una richiesta di quasi 673 milioni. Per quanto riguarda il solo comparto industriale, le domande sono 1.092, di cui 754 hanno ottenuto i decreti di concessione, per un importo complessivo di 482 milioni, ancora in parte da liquidare.

Come per l'industria, anche l'agricoltura ha ottenuto un po' di tempo in più: per le aziende agricole la scadenza è stata spostata al 30 giugno. La regione ha accolto anche la richiesta arrivata dagli industriali ferraresi di un incremento della percentuale di risarcimento dei danni per tutti gli interventi sui terreni interessati dal fenomeno di liquefazione.
L'ostacolo più grosso resta quello della burocrazia e della complessità del modello telematico Sfinge messo a punto dalla regione per le imprese (i privati possono avvalersi del modello Mude). Un ostacolo che ha scoraggiato fino ad ora molte aziende. Per rimuoverlo la regione ha deciso di semplificare le procedure per tutte le pratiche che riguardano danni fino a un tetto massimo di 100mila euro.

Quanto ai fondi Inail per la messa in sicurezza dei capannoni, su un totale di 74 milioni di euro ne sono stati erogati fino ad ora 23,3. «Con questo nuovo provvedimento – dice Bonaccini – proseguiamo con le operazioni di semplificazione per favorire un processo di ricostruzione più spedito, in un quadro che continui ad assicurare la legalità e la certezza delle regole che disciplinano la spesa di risorse pubbliche. Al contempo prosegue il dialogo con coloro che sono impegnati nella ricostruzione». Con la nuova ordinanza, la numero 16 del 30 aprile, vengono riviste anche le condizioni per la ricostituzione delle scorte. Le spese di riacquisto dovranno riferirsi ai beni necessari allo svolgimento dell'attività dell'impresa e non più solo ai beni equivalenti a quelli danneggiati dal terremoto.


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