Lavori Pubblici

La Sardegna cancella le ipotesi di taglio delle progettazioni esterne

Giuseppe Latour

Nella Finanziaria 2015 sono state accolte le richieste del Consiglio nazionale degli ingegneri

La Sardegna licenzia la sua Finanziaria 2015. E cancella tutte le ipotesi di taglio delle progettazioni esterne, paventate nelle scorse settimane. La legge di bilancio sarda, nella versione approvata dalla giunta, conteneva infatti una pesantissima restrizione degli incarichi ai soli dipendenti interni. Un'indicazione che aveva allarmato il Consiglio nazionale degli ingegneri, preoccupato che questo modello potesse essere replicato altrove. A leggere il testo finale, però, il problema è stato risolto, andando incontro alle richieste del Cni.

La questione nasce dall'articolo 5 comma 1 del disegno di legge, nella versione licenziata dalla giunta regionale. Qui si leggeva: "Ciò̀ permetterà̀ di conseguire evidenti vantaggi in termini di riduzione dei tempi di esecuzione delle opere mediante l'eliminazione dei cosiddetti intermediari esterni nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche". Questi intermediari esterni, secondo quanto spiegava il vicepresidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Gianni Massa "sono i professionisti che ogni giorno lavorano sul campo della progettazione, del controllo e della realizzazione delle opere pubbliche".

I rappresentanti degli ingegneri, davanti a quella previsione, si erano sollevati, temendo che altre amministrazioni in giro per l'Italia potessero decidere di replicare quella limitazione. Secondo il Cni, infatti, una previsione di questo tipo non sarebbe stata sostenibile in termini di qualità della progettazione. Se la pubblica amministrazione desidera occuparsi della progettazione – questa la tesi del Consiglio nazionale -, è corretto istituire uffici preposti a patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti professionali richiesti ai liberi professionisti.

Adesso, nella versione della Finanziaria pubblicata sul Buras (Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna) l'amministrazione isolana fa marcia indietro e non lascia traccia di quelle previsioni così penalizzanti per i professionisti. La Regione, in sostanza, ha accolto le osservazioni degli ingegneri. Il comma 1 dell'articolo 5, quindi, è stato modificato con la cancellazione di tutti i riferimenti all'eliminazione degli intermediari esterni che tanto avevano preoccupato i tecnici sardi.

Lo stesso Massa, allora, si dice contento della vittoria riportata. "Esprimiamo soddisfazione per la partecipazione attiva dei professionisti e per l'accoglimento delle proposte che mettono al centro il progetto nel percorso di programmazione, progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione delle opere e infrastrutture pubbliche". Aggiungendo: "L'esercizio e la partecipazione attiva diviene ancora più importante quando arrivano idee e proposte condivise sul tavolo delle Regioni e della conferenza Stato – Regioni".

Soddisfazione arriva anche dall'Oice. Per Maurizio Boi, vicepresidente dell'associazione delle società di ingegneria, "la versione finale della legge dà atto del ruolo fondamentale che tutti i soggetti operanti sul mercato, professionisti, studi e società di ingegneria, hanno dato e danno per lo sviluppo degli interventi di cui la Regione ha tanto bisogno. Internalizzare per legge funzioni di tale complessità e multidisciplinarietà avrebbe significato da un lato ignorare quanto avviene nel resto dei paesi europei dove le amministrazioni giustamente sono focalizzate sullo studio e sulla programmazione degli interventi, ma non sulla progettazione". La scelta della Sardegna rischiava di "marginalizzare strutture professionali altamente qualificate che con grande difficoltà tentano di rimanere sul mercato in un contesto di drammatico calo della domanda pubblica".


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