Lavori Pubblici

Dissesto, la Sardegna finanzia i Comuni per le consulenze ai geologi

Giuseppe Latour

Una legge regionale appena approvata stanzia 900mila euro a favore degli enti locali per il coinvolgimento dei geologi negli interventi di messa in sicurezza del territorio

Un geologo in ogni Comune. L'auspicio fatto in diverse occasioni dal Consiglio nazionale dei geologi potrebbe avvicinarsi alla realtà in Sardegna. L'amministrazione regionale, infatti, ha appena approvato una legge con la quale vengono stanziati 900mila euro a favore degli enti locali che utilizzeranno la consulenza di questi professionisti per la messa in sicurezza del territorio. E il Cng esprime grande soddisfazione.

Il testo prevede, in dettaglio, 900mila euro complessivi a favore degli enti locali: di questi, 300mila euro saranno riservati all'anno appena concluso e altri 600mila a quello in corso. A renderlo noto è il presidente dell'ordine dei geologi della Sardegna, Davide Boneddu, che definisce la novità «una svolta importante», dal momento che la sua categoria potrà dare «un rilevante contributo alla pubblica amministrazione negli iter autorizzativi connessi al Piano di assetto idrogeologico».

I Comuni e le Unioni dei Comuni, spiega Boneddu, grazie alla nuova legge «potranno finalmente avvalersi della figura del geologo nell'ambito delle istruttorie relative a interventi connessi con il Piano di assetto idrogeologico (Pai)». Non solo «è un'importante affermazione della figura professionale del geologo - aggiunge - ma soprattutto una reale applicazione del concetto di prevenzione».

La notizia è stata accolta con favore anche dal presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano: «Con ogni probabilità il paese inizia a comprendere che solo un territorio sicuro potrà attirare investimenti e che non è più possibile continuare ad inseguire le emergenze, ma che occorre risolverle. Non è più possibile spendere 242 miliardi di euro come abbiamo fatto per 70 anni, quando sarebbero bastati 20 miliardi per mettere in sicurezza il territorio». In questi anni, prosegue Graziano, «è completamente mancata una cultura del territorio, che avrebbe sviluppato economia», per esempio «con investimenti in piani di sicurezza sismica, per le scuole, per le case e per tutti gli edifici pubblici».

La decisione della Regione Sardegna di volersi avvalere di geologi, allora, «costituisce un passo importante verso l'idea concreta di un paese che vuole ripartire e perché l'esperienza che ne scaturirà, in termini culturali, sociali ed economici, sarà di esempio per le altre regioni». La speranza, insomma, è che anche altri governatori seguano l'esempio e decidano di replicare questo modello.


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