Lavori Pubblici

Emilia Romagna, già operativi i moduli unificati per le pratiche edilizie

Lorenzo Bordoni

Grazie a una delibera del 2014 è obbligatorio in tutti i Comuni l'utilizzo della modulistica standard definita dalla Regione - Danesi (Consiglio geometri di Bologna): «Punti di forza e di denolezza»

Da inizio anno ha debuttato ufficialmente la modulistica edilizia unificata in Emilia Romagna, ultimo tassello del programma di semplificazione nel settore edilizio e urbanistico regionale. Il provvedimento è figlio della legge regionale sulla semplificazione edilizia del luglio 2013 e successivamente dell'Atto di coordinamento regionale per la definizione della modulistica edilizia unificata (delibera 993 del settembre 2014). Proprio a decorrere dai 180 giorni dalla data di approvazione della delibera, e dunque a partire dal 5 gennaio scorso, per presentare le pratiche edilizie è obbligatorio in tutti i Comuni utilizzare la nuova modulistica, anche nel caso in cui le amministrazioni non avessero provveduto a recepire in tempo il provvedimento.
«La maggior parte dei Comuni, compresa Bologna, ha aspettato la scadenza dei sei mesi per attuare il nuovo testo, in parte a causa dello Sblocca Italia che apportato delle modifiche sul fronte della semplificazione edilizia», spiega il presidente del Consiglio provinciale Geometri e Geometri Laureati di Bologna, Stefano Dainesi. Il giudizio generale sul regolamento è comunque «positivo perché frutto di un'attività di confronto tra i diversi portatori di interesse e le amministrazioni locali. Credo che in breve tempo sia gli uffici tecnici che i professionisti riusciranno a padroneggiare la regolamentazione uniformata».

La nuova modulistica (il portale della Regione con documenti e moduli unificati ) va a integrare il Dl 279 del 2010 che ha uniformato dapprima le definizioni tecniche per l'urbanistica e l'edilizia e la documentazione necessaria per i titoli abilitativi edilizi. La somma dei due provvedimenti «ha permesso di rendere più semplice e soprattutto uniforme il lavoro dei professionisti – aggiunge Dainesi -. In un periodo di crisi come questo, in parte creato anche dall'eccessiva burocrazia, non può che essere utile».
C'è però da sottolineare come «soprattutto per il Permesso di Costruire e la SciA, la modulistica sia a volte sovrabbondante rispetto alle effettive necessità, ma è del tutto chiaro che quando si standardizza bisogna chiedere il massimo, poi a volte il massimo può risultare superfluo».

Diverso il discorso sulla Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), complici anche gli adeguamenti apportati dal Governo con lo Sblocca Italia: «Visto che gli interventi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari anche con opere rilevanti possono essere realizzati tramite CIL sembra ora passare l'idea che basti una semplice crocetta per rendere idonea la pratica, senza considerare invece che dietro a quell'asseverazione da parte del progettista c'è in ogni caso un lavoro di verifica e controllo sull'intervento allo stesso modo di altre pratiche più complesse. La procedura è semplificata dal punto di vista burocratico ma non operativo».

Dentro la delibera 993 ci sono anche elementi di potenziale criticità. «In Emilia Romagna – cita come esempio Dainesi - è ancora prevista una norma che costringe il professionista a fare verifiche preventive per valutare l'effettiva legittimità dell'intervento da realizzare. Lo stato di fatto, insomma, deve risultare almeno compatibile con quanto depositato in catasto. Il professionista deve quindi andare prima in comune e poi in catasto per fare i confronti con le piante storiche e attuali dell'immobile. Anche nel comune più veloce d'Italia servono almeno due settimane per avere questi documenti perché gli archivi solo solo cartacei e in questo modo si allungano i tempi».

Una volta terminati i lavori, nasce poi il problema dell'accatastamento: «Secondo le nuove disposizioni dovrebbe essere il comune a consegnare le pratiche per l'accatastamento al catasto dopo che il professionista le ha allegate alla dichiarazione di fine lavori, una volta consegnate allo sportello unico per l'edilizia. Nella realtà, vista la difficoltà a rendere operativo questo trasferimento essenziale per il buon esito della pratica, la Regione ha emanato una circolare in cui, tra le altre, segnala proprio la necessità di continuare a richiedere al professionista l'assolvimento degli obblighi di accatastamento, secondo le modalità precedenti alla deliberazione 993».


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