Lavori Pubblici

Progettazione, la Sardegna fa marcia indietro sugli incarichi (solo) in house

Giuseppe Latour

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla norma della legge di bilancio che prevedeva il taglio dei progettisti esterni, l'amministrazione corregge il tiro

La Regione Sardegna torna sui suoi passi. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla norma della legge di bilancio che prevedeva il taglio dei progettisti esterni , l'amministrazione corregge il tiro. E spiega, in una lettera indirizzata al Consiglio nazionale degli ingegneri, che i professionisti sardi non hanno nulla da temere: non ci saranno sforbiciate.

La vicenda si è innescata dopo la presentazione della legge di bilancio regionale da parte della giunta. Il testo, attualmente in discussione in Consiglio, prevede l'eliminazione di tutti i consulenti esterni per la redazione di progetti. Un'indicazione che ha scatenato la durissima reazione del Cni: il timore è che questo approccio possa essere replicato altrove.

La Regione, però, nelle ultime ore è tornata sui suoi passi. Secondo quanto si legge in una missiva indirizzata ai vertici del Cni nazionale e regionale, l'assessore sardo Paolo Maninchedda ha ammesso come certe espressioni presenti nel disegno di legge fossero «infelici». E ha precisato che «non vi è alcuna intenzione da parte dell'esecutivo regionale di rinunciare all'apporto di categorie professionali, tra cui quelle degli ingegneri, ma viceversa di razionalizzare l'intervento regionale centralizzando le attività di committenza di progettazione e controllo». Nella lettera, poi, si spiega che l'intenzione della Regione è semplicemente quella di «concentrare in una società controllata tutti quei compiti che, in collaborazione con gli ordini e le categorie professionali, sono svolti da diversi rami dell'amministrazione, in un'ottica di semplificazione».
La precisazione della Regione è stata accolta con favore dagli ingegneri. Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale, ha commentato: «Ormai da tempo, come Cni e come Rete delle professioni tecniche, ci battiamo perché al progetto venga restituita l'importanza e la centralità che merita. Per questo esprimiamo grande soddisfazione per il fatto che la Regione Sardegna abbia voluto correggere la formulazione del disegno di legge di bilancio, relativamente al passaggio dedicato ai progettisti esterni».

La battaglia per aumentare gli affidamenti esterni prosegue: «Siamo convinti – ha detto ancora Zambrano - che non sempre gli uffici tecnici interni hanno competenze, organizzazione e disponibilità di tempo e risorse per dedicarsi alla progettazione, assicurandone costantemente la qualità. Senza contare che i progettisti esterni rappresentano una garanzia di terzietà rispetto alla Pa e alle imprese che realizzano le opere». Conclude Gianni Massa, vicepresidente del Cni, che aveva sollevato la questione: «La speranza è che la Sardegna, e più in generale tutta la pubblica amministrazione, metta il progetto e le attività ad esso collegate al centro della programmazione e della realizzazione delle opere pubbliche».


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