Lavori Pubblici

Cofinanziamenti ai fondi Ue fuori deficit: obiettivo realistico per tutti

Giorgio Santilli

«Check up Mezzogiorno» di Confindustria-Srm dà atto ora a Renzi di aver fatto una battaglia importante per rilanciare il nodo investimenti nella Ue

Quando lo scorso 26 giugno Confindustria presentava le proprie proposte per accelerare la spesa dei fondi Ue, nella convinzione che solo l'accelerazione degli investimenti avrebbe consentito di irrobustire la ripresa italiana, il vicepresidente per il Mezzogiorno e le politiche regionali, Alessandro Laterza, spiegava che la proposta-chiave per ripartire nel Sud era scomputare dal calcolo del deficit europeo i cofinanziamenti nazionali ai programmi finanziati con fondi strutturali Ue: 7 miliardi in senso stretto, 12,7 miliardi se comprensivi delle risorse del Fondo sviluppo coesione.
A quei tempi Renzi si accingeva ad assumere la presidenza della Ue e parlava di «flessibilità» per rilanciare gli investimenti. Ne faceva anzitutto la punta di una battaglia politica in Europa e ancora ieri, nella conferenza stampa di fine anno, ha rivendicato fra i propri successi aver reintrodotto nel dizionario Ue la parola «flessibilità».

Resta che a quei tempi - per sopravvalutazione del proprio peso in Europa o per brandire un obiettivo alto in vista dello scontro europeo - il concetto di «flessibilità» usato dal premier era più ampio (e più generico) di quello che si è andato affinando in questi mesi. Con maggiore realismo Renzi ha detto ieri che l'obiettivo sul piano Juncker è ora lo scorporo di 5 miliardi di cofinanziamenti nazionali ai programmi di spesa finanziati dai fondi strutturali Ue.
Conviene ricordare che questi 5 miliardi sono parte dei 15-16 che l'Italia deve spendere entro il 2015 per chiudere il ciclo 2007-2013.
«Check up Mezzogiorno» di Confindustria-Srm dà atto ora a Renzi di aver fatto una battaglia importante per rilanciare il nodo investimenti nella Ue. Noi siamo contenti che quell'obiettivo realistico e meglio circoscritto di portare fuori del deficit i cofinanziamenti ai fondi Ue ora sia anche l'obiettivo del premier. : porre obiettivi ambiziosi ma realistici nelle politiche pubbliche è la scuola del Sole 24 Ore.Se poi quegli obiettivi sono anche condivisi è un bene non solo perché diventano una bandiera italiana ma perché abbiamo qualche chance in più che diventino anche punto di riferimento in Europa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA